Cose da Foodies, Storie

Il mio Instagram di marzo

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giphyAvete presente il coniglio di Alice in Wonderland?

Ma sì, certo, perchè di sicuro almeno una volta ci siamo sentiti tutti un pò Alice e un pò coniglio.

Le ultime settimane per me sono state così, e ho abbandonato a se stesso il povero blog.

Ma sto rimediando, i post sono pronti e già programmati, e quindi preparatevi a sentirne delle belle.

E nel frattempo sono in arretrato anche con il mio IG, e dunque eccolo, un angoletto di cose belle.

 

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Waffle, aggeggi rosa e fantasia

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waffel3Venerdì ho finalmente comprato l’ aggeggio cialdiera per i waffle.

Si lo so, siete stupiti quanto lo sono io: negli ultimi tempi sto compulsivamente acquistando cose per la cucina come non mai.

Sono basita anche io.

Ma ho una giustificazione, l’aggeggio in questione, infatti è rosa.

E così, sabato mattina ho fatto i waffle.

 

Con ansia, patemi e preoccupazioni.

In realtà ho scoperto che farli è molto semplice, e affrontare la piastra bollente meno complicato di quanto pensassi.

Prossimamente li proverò anche salati, ma devo ancora mettere a punto la versione definitiva.

Prima della ricetta una curiosità, scoperta leggendone le origini:

“Nel dizionario tedesco dei fratelli Grimm, edito nella prima metà del 1800, si cita l’esistenza del dolce e si tratta in modo dettagliato della sua composizione.” ( da Wikipedia)

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Sushi for dummies e il mio preferito

Buzzoole

Sushi, croce e delizia.

Amato da fashion blogger, corteggiato da food blogger.

Bello, instagrammabile, colorato al limite della saturazione.

Ma lo conosciamo?

Sappiamo realmente di cosa stiamo parlando?

DSC_0336Ancor prima di fotografarlo e mangiarlo, scopriamo due tre cose sul sushi.

Per prima cosa facciamo amicizia, presentiamoci, impariamo i nomi.

Sashimi ovvero fettine di pesce crudo o marinato in salamoia.

Nigiri,  pesce crudo su una polpettina di riso.

Temaki sono coni di alga farciti con pesce e riso.

Hosomaki sono piccoli cilindri con un pezzo di pesce avvolto in riso e alga nori.

Uramaki sono rotolini di pesce e verdure con il riso esterno senza alga ma con semi intorno.

Fatte dunque le dovute presentazioni, veniamo alle regole di base per rendere solida e duratura questa amicizia appena nata.

 Ora, che voi andiate al giapponese sotto casa o in pausa pranzo, o nell’ ultimo locale fodie, poco importa: queste sono le basi, diciamo il nostro sushi for dummies in 10 comode regole.

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Lemoncurd ovvero se la vita ti offre limoni

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DSC_0342Lemoncurd.

Ovvero se la vita ti offre limoni tu facci una deliziosa crema al limone e poi quella mettila in deliziosi cestini di frolla.

Tutto qui.

La ricetta contro tristezza e malumore è proprio questa, trasformare le asperità in piccolo gioie.

Meglio ancora se queste gioie sono spolverate di zucchero a velo.

Insomma quando la tentazione è quella di un enorme #mainagioia, provate a consolarvi con la ricetta originale della lemoncurd.

 

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Parmareggio la merenda come la faresti tu

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Buzzoole
Confesso di essere sempre in affanno.

Resto indietro con un mucchio di cose, la lavatrice, i panni da stirare, la spesa e l’organizzazione dei pasti fuori casa.

E le merende.

La mia coerenza vacilla al supermercato: eliminate merendine e biscotti, e fatte scelte più sane e consapevoli da ormai due anni, l’annosa questione si presenta proprio sulla questione merenda.

Perché se nel mio mondo fantastico ci sono io che sforno biscotti e ciambellani, nella realtà spesso e volentieri mi ritrovo a correre tra uno scaffale e l’altro all’ora di chiusura.

Nel mio mondo fantastico riesco agevolmente a assemblare schiscette colorate piene di frutta, cereali, e abile come un calcolatore servire pasti completi di ogni tipo di vitamina, fibra, ecc.

E i miei ragazzi, sempre nel mio mondo fantastico, sgranano gli occhi davanti a tanta destrezza e mi eleggono madre dell’anno.

L’alternativa l’ho trovata definitivamente nel banco frigo del super, proprio in uno di quei giorni che il ciambellone lo faccio domani. Continua a leggere…

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Febbraio, il mio compleanno e altre cose

FullSizeRender 2Con un ritardo colpevole e quasi criminoso, ecco il mio IG di Febbraio.

Come capita ogni anno, Febbraio è durato un nano secondo, e non solo perché è oggettivamente il mese più corto dell’anno.

Psicologicamente Febbraio dura un battito d’ali, e pur essendo il mio mese non l’ho mai trovato particolarmente affascinante.

E forse la colpa è del carnevale, festa che ho sempre trovato inutile. Imbarazzante, anche, in alcuni momenti della mia vita.

Non ho mai accettato, ad esempio di potermi agghindare da principessa e indossare contemporaneamente tuta da ginnastica, scarponcini, giaccone.

No.

Non si fa, non ha senso.

Così muore la principessa che hai dentro.

Tuttavia questo Febbraio è stato breve ma intenso: c’è stata una bella collaborazione con l’azienda La Raia, che mi ha molto gratificata e poi il mio compleanno. Continua a leggere…

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Miele e pollo, una storia d’amore

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Miele e pollo.

Questa è una storia d’amore, che sa di domeniche in campagna e passeggiate al limitare del bosco.

Il mio bottino, questo prezioso miele di bosco, ambrato e luccicante, e deliziosamente aromatico, arriva da La Raia – Azienda Agricola Biodinamica

Un posto equilibrato e armonico in tutte le sue componenti. La Raia è un’azienda agricola biodinamica certificata Demeter. Si trova nel cuore delle colline piemontesi del Gavi, in una zona dalla tradizione vitivinicola antichissima grazie a un microclima unico che favorisce la boscomaturazione dell’uva e la produzione di vini biodinamici rossi e bianchi. Si estende per oltre 180 ettari, dei quali 42 coltivati a vigneto, 60 a seminativo e i restanti occupati da pascoli, boschi di castagno, acacia e sambuco che proteggono numerose specie di animali selvatici. La famiglia Rossi Cairo l’ha acquistata nel 2003 con l’intento di recuperare e valorizzare l’ecosistema originale attraverso un progetto di intervento ampio e ispirato ai princìpi biodinamici.

La prima azione è stata la riconversione della coltivazione delle viti: sovescio tra i filari, corno letame dinamizzato e stallatico per fertilizzare questo terreno marnoso, areazione profonda, assenza di pesticidi, modiche quantità di rame e di zolfo di cava spruzzate in determinati
periodi dell’anno, potatura che segue la fase discendente della luna.

E’ stata inoltre ripristinata la rotazione dei terreni, con il recupero di coltivazioni antiche come il farro monococco, il farro dicocco, il farro spelta e la segale ed infine è stato reintrodotto l’allevamento del bestiame a pascolo, con mucche di razza fassone. La ricchezza e la varietà delle vegetazioni che si trovano all’interno della tenuta fanno de La Raia una vera oasi di biodiversità per api e altri insetti impollinatori: da qui una copiosa produzione di mieli biologici di acacia, millefiori e bosco.

Sul sito internet potrete trovare anche lo shopping online, io vi consiglio sia i vini che appunto il miele.

Ed ecco la ricetta di questo pollo arrosto, che si è innamorato del miele di bosco. Continua a leggere…

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Barolo Tenuta Cucco e il vin brulè nella frolla

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Il barolo è un vino potente, elegante e di grande personalità.

DSC_0344Il barolo che ho utilizzato per questa ricetta è stato amore a prima vista.

Proviene dalla Tenuta Cucco e si tratta di un vino ” proveniente dal cru Cerrati svela profumi intensi e da meditazione ai sentori floreali che rimandano alla rosa di macchia; subentrano note di menta e timo, emergono le componenti fruttate della ciliegia e del ribes appena ammostati, alla fine si percepiscono sentori di sottobosco e di fungo.”

L’azienda è l’unica a proporlo sul mercato. Da vigneti alti, le uve migliori per un grande classico dei Barolo.

E a farmi innamorare ulteriormente è stata anche l’etica e le scelte aziendali che possiamo leggere sul sito:

Nel 2003 con la mia famiglia acquistammo i primi poderi di un’azienda agricola nel Gavi, La Raia. Furono i miei figli a suggerirmi la strada biodinamica per ritrovare la nota originaria di quel territorio che da secoli custodisce il vitigno autoctono dell’uva Cortese. Da quell’intuizione è nata La Raia com’è oggi: un’azienda agricola biodinamica certificata Demeter, che si estende per oltre 180 ettari, tra viti, pascoli, terreni a seminativo e boschi di castagni popolati da animali selvatici. I suoi Gavi e Barbera biodinamici hanno negli anni consolidato il loro successo tra consumatori e critici di settore, in Italia e all’estero.

Siamo entrati nella compagine azionaria di EcorNaturaSì, la più importante realtà italiana di produzione e distribuzione di prodotti biologici e biodinamici e nel gennaio 2015 abbiamo rilevato Tenuta Cucco, con i suoi cru Cerrati e Vigna Cucco. Si tratta di un nuovo aspetto di questo progetto che ci appassiona e che ha visto estendere anche alle vigne e alla cantina di Tenuta Cucco il metodo biologico.

L’attenzione per l’ambiente oltre all’ eccellenza del prodotto, insomma mi hanno conquistato.

Inoltre per il 2017 La Raia ha ricevuto il Diploma Ecofriendly 2017, conferitole da Vinibuoni d’Italia – la guida ai vini da vitigni autoctoni italiani che segnala, con un’apposita icona, anche le aziende che si impegnano su progetti di sostenibilità ambientale.

Si lo so, starete già pensando ok, ok. Ma la frolla?

E il Vin Brulè?

Eccomi, arrivo.

Con il Barolo della Tenuta Cucco ho fatto delle crostatine alla crema e frutta al vin brulè.

Ed ora vi racconto la ricetta, ma non spaventatevi ci sono tre preparazioni diverse, ma sono semplicissime.

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Gennaio ciao, benvenuto Febbraio vedi di farcela

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Si Gennaio è finito, ed io francamente ne avevo bisogno.

Febbraio vieni avanti, sei il benvenuto!

Ho anzi deciso di considerare Gennaio 2017 come un’appendice del terribile 2016, un remainder di quello che è stato.

Ora basta però, che è arrivato Febbraio, il mio mese, il mese del mio compleanno.

Ora guardo il mio IG di gennaio con tenerezza e affetto, è stato un mese pieno di rosa ma anche di malinconia e io l’ho riempito di parole dei libri e dei film del cuore.

Poi c’è anche stato il verde, verde speranza, e una collaborazione che mi stimola tantissimo, quella con le ragazze di Foodcrunch, un magazine che parla di alimentazione senza se e senza ma, che vuole raccontare il cibo al naturale, ripulito da bufale e falsi miti. Continua a leggere…

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Gnudi toscani, e la mia personale comfort zone

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Gli gnudi toscani mi fanno pensare a quel tipo di persone gudoriose che leccano le ciotole con l’impasto ancora crudo, che mangiano il ripieno del cannolo alla crema, che spaccano a metà gli Oreo e ne mangiano il centro.

Insomma quel genere di golosi che vanno diretti al punto del massimo piacere.DSC_0315

Ecco gli gnudi quindi, ovvero il ripieno senza l’involucro.

Così semplice, così perfetto.

Una vera coccola, un premio.

Almeno così lo vedevo da piccola, quando gli gnudi li faceva la nonna Anna.

E perché il goloso non si fa mai mancare nulla, gli gnudi si servono con burro e salvia, e tutti noi sappiamo che come diceva Julia Child non c’è niente al mondo migliore del burro.

La ricetta di casa è poi quella del fido Artusi, che io vi riporto quasi fedelmente. Continua a leggere…

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