Cose da Foodies, Storie

A cena con un regista per il quale “la sceneggiatura va cucinata”

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Questa sera metto a cena un regista e la sua passione per il cibo.
Questa sera ci riuniamo e ceniamo alla salute di Ferzan Ozpetek e del suo amore per la tavolata, luogo di lacrime e risate, di conflitti e confessioni.
Perchè ci sono sempre tavolate di amici, o di famiglia, nei film di Ferzan, c’è sempre cibo vero e vino, ad accompagnare le sue storie, proprio come nella vita reale.
Ferzan, che è anche un bravo cuoco, sa che un sottile filo lega cinema e cibo. E lo spettatore percepisce la sua passione in ogni fotogramma, il cibo è trattato come un protagonista da rendere nel profilo migliore.

Si racconta di pasti curati e ingredienti di qualità, al posto dei soliti cestini, per i set del regista turco.
Ecco il mio personalissimo menù, se volete, cenate con me.
Antipasto, gli arancini di Saturno Contro.
La bellissima scena di vita quotidiana di una coppia, uno cucina, l’altro che passa vicino ai fornelli.
Ci si imbocca, si ruba l’arancino ancora bollente, si assaggia.
Primo, le ruote pazze di Mine Vaganti.
Nel film la famiglia protagonista possiede un antico pastificio, e l’omaggio del regista, alla pasta, nelle scene in cui la mostra uscire dalle trafile calda, e stesa ad asciugare negli essiccatoi.
Classica la ricetta salentina, che non mancava mai sul set, “Ciceri e Tria”, e pare gli attori non riuscissero a smettere di mangiarla.

Secondo, le polpette speziate de Le fate Ignoranti.
Di nuovo una tavolata, di nuovo confessioni e lacrime, e amici con cui condividere un pezzetto di vita e del buon cibo.
Polpette preparate espressamente dal regista, e intorno al quale si svelano i segreti dei protagonisti del film.

Dessert, la torta agli agrumi de La Finestra di fronte.
Il cibo in questo caso non ha valore catartico o simbolico.
Il cibo in questo film è amore pure, golosità ed è la via di fuga, o meglio il riscatto della protagonista.

La cena è finita, e ancora vorrei i cornetti romani di Elio Gremano in Magnifica Presenza, o i pasticciotti di Allacciate le cinture.
E chi non vorrebbe mangiare i tramezzini di Nicole Grimaudo, occhi negli occhi con Riccardo Scamarcio?
Il consiglio: qualunque film di Ferzan Ozpetek scegliate, accompagnate la visione con rustici leccesi e un bicchiere di Negroamaro.
Buona visione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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