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Mangia come una ragazza Gilmore

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Il 25 Novembre su Netflix, mia ragione di vita a pari merito con il cibo, andrà in onda la nuova stagione di una delle serie Tv che ha a che fare con il cibo molto più di quanto si possa pensare.

Le ragazze Gilmore, Una mamma per amica, hanno conquistato negli anni diverse generazioni di fan per diversi motivi: una scrittura vivacissima, che fa della cultura pop, presente nelle continue citazioni e nei rimandi, il suo propulsore; un cast variegato che ha dato vita a personaggi unici entrati nella leggenda televisiva ( sono moltissime le citazioni di Gilmore Girls in altre serie culto e film), la musica, dai grandi classici del rock e del pop alle perle per intenditori.

E poi c’è l’uso del cibo.

Una delle centanaia di citazioni tratte dai dialoghi al cardiopalma delle serie, diventate di uso comune recita:

the four food groups consist of  fast food, junk food, frozen food, and takeout

Non è questo il luogo per spiegarvi e raccontarvi 7 anni di puntate allegre e tristi, e l’evoluzione di personaggi che ovviamente sono cresciuti e cambiati con lo scorrere degli anni.

Ma il rapporto di questi con il cibo è interessantissimo.

1453868150-advice-bed-depression-gilmore-girls-favimcom-2434673Il cibo dell’abbrutimento. Quante quante quante volte ci siamo chiuse in casa, a lacrimare per un amore perduto?

E beh, so benissimo che molte di voi adesso diranno che le pene d’amore vi hanno provocato inappetenza.

Per voi: stima, rispetto e andate oltre. Qui si parla appunto di dieta Gilmore, pigiama, pizza e galloni di gelato.

 

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Contest e Collaborazioni, Cose da Foodies, Storie

Quella volta che il detox mi prese la mano

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E no, niente da fare, la mania del detox ha colpito anche me.

E che ci vuole, ho pensato.

Possiedo persino un meraviglioso estrattore.

Cominciamo col dire che i massimi divulgatori delle diete detox sono le riviste femminili, soprattutto con le loro pagine online e le fashion- lifestyle- influencer troppa moda blogger.

Soprattutto loro, vere spacciatrici di instagrammabilissimi bibitoni in bicchieri hipster e fighetti.

Il finale della storia non è dei più felici, ma contiene una morale, perciò proseguite la lettura, con le dovute avvertenze: le diete che troverete in rete anche su siti affidabili e noti vi avvisano di farle solo se in buona salute e sotto stretto controllo medico.

Ecco il mio primo mumble mumble: se dovete farle sotto stretto controllo medico, allora perché non andare direttamente da un vero medico?

E dunque, come non rendervi partecipi delle mie disavventure detox, ovviamente vissute sempre come una vera Bridget Jones de noantri, e sempre con il sogno di essere Carrie Bradshaw. Continua a leggere…

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Roscioli. Il pane, la cucina e Roma. Tre motivi per leggerlo

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Prologo, o dell’emozione che provi quando aspetti un pacco da Amazon.

E’ uscito il libro di Elisia Menduni “Roscioli. Il pane, la cucina e Roma”, sulla famiglia Roscioli: ho divorato le recensioni di chi lo ha letto subito, di chi era alla presentazione per la stampa, nell’attesa.

Ho aspettato che arrivasse il pacco di Amazon come se contenesse un paio di scarpe.

Ho snapchattato l’evento dell’apertura come fanno le blogger più famose.

Ed eccolo qui, ora tra le mie mani.

Ed ecco qui per voi tre motivi tre per acquistarlo e considerarlo, da oggi in poi, un basic per la vostra cultura enogastronomica e culinaria ( in più farete un notevole passo avanti verso lo status di gastrofighetto). Continua a leggere…

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Storie

Snapchat come piace a me

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Non è l’ennesimo post su Snapchat.

O meglio, lo è ma poiché non sono né Aranzulla che vi può insegnare come si usa,  o un influencer che vi da le dritte su come aumentare i follower,  ecco cosa farò: vi elencherò i motivi per cui è un social fichissimo, cosa fare e cosa non fare ( secondo il mio personalissimo gusto) e chi seguire.

  1. Dicono che sia un social per giovani e giovanissimi, ma ha un grandissimo potenziale, e soprattutto come ha spiegato meglio Valentina di Brodo di Coccole, crea intimità e accorcia le distanze tra influencer e follower.
  2. E’ molto più semplice da usare di quello che sembra, e vinto l’imbarazzo iniziale, se avete qualcosa da dire, ditelo. Senza però compiere quei 2 o 3 errori che almeno per me vi renderebbero noiosi o poco interessanti.

Cosa non fare:

  1. Parlare con un filo di voce: capita a tutti di essere in situazioni in cui parlare ad un telefono può non essere ottimale. Allora non parlate: meglio uno snap muto, magari con l’aggiunta di un testo, che video in cui si sembra pesci in un acquario.
  2. Usare filtri, come quello del cane, che mentre parlate slinguazza rumorosamente coprendo il 50% di quello che dite, o quelli con le musichette. In generale i filtri però sono davvero divertenti, usateli. Con moderazione, less is more.  Continua a leggere…
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10 Tips and tricks sulle Cene in bianco, regole e bon ton

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Come promesso ecco la seconda puntata dei 10 Tips and tricks sulle Cene in bianco, immergetevi in una candida nuvola di tulle bianco e leggetevi le cene in bianco dalla A alla Z:

AMBIENTE

Rispettare l’ambiente, perchè le cene in bianco sono ecologiche.

Niente sprechi o immondizia inutile, la parola d’ordine.

Vietati: piatti, bicchieri, tovaglioli, posate, bottiglie, tovaglie, contenitori usa e getta, di plastica o di carta.
No lattine.

Si a ceramica, porcellana, vetro, tovaglie e tovaglioli in stoffa, posate in metallo.
Si a fiori, centrotavola, candele, segnaposti.

Alla fine della cena si va via senza lasciare tracce, raccogliendo ciascuno i propri rifiuti e NON abbandonandoli al primo cestino disponibile.

BON TON

Dai, non fate finta di niente: sotto quella maglietta dei Ramones e i Dc Martens batte il cuoricino di panna montata di una signorina bon ton che anela almeno una volta a indossare un largo cappello e tirar fuori dalla madia l’agenteria della nonna #truestory. Continua a leggere…

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Di traslochi virtuali, corsi, master, eventi e una foodblogger per caso

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Bando alle ciance.

Cosa è successo dopo il #planetafoodchallenge?

Comincio dagli eventi, in particolare Culinaria 2016, al quale sono andata quasi esclusivamente per Massimo Bottura – si lo sò, sono una groupies senza speranza – e Davide Del Duca che assolutamente adoro, adoro, adoro.

Che uno sia un gastro – qualcosa, un appassionato goloso o uno stalker di chef, o peggio ancora una groupies come la sottoscritta, confessate adesso.E in questo clima di confidenze mangerecce, confesso anche io: domenica sono stata a Culinaria, a Roma.

Manifestazione che ospita contemporaneamente chef che parlano, chef che cucinano, chef che si mostrano, chef che polemizzano è tutta quella folla variopinta di giornalisti, blogger, professionisti dello scrocco, e via dicendo.

Ma quest’anno il programma era troppo goloso per non infiltrarsi.Il sabato si sono alternati tra gli altri  Paolo Lopriore, Roy Cacheres, Chef Rubio, Cristina Bowerman. Continua a leggere…

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Ornella De Felice, o della felicità di realizzare un sogno

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 Quanti possono realmente affermare di aver realizzato il sogno di fare il lavoro desiderato?
Svegliarsi presto ed essere felice nonostante i sacrifici, la fatica, le poche ore di sonno?
Negli ultimi mesi ho avuto il privilegio di parlare con donne forti e determinate che sono riuscite con caparbietà a intraprendere carriere magari divergenti da quelle programmate.
E’ il caso di Ornella De Felice, chef romana alla guida della cucina di Coromandel, di Katia Minniti.
Ornella, laurea in sociologia e una carriera avviata, che sente prepotente il desiderio di mettertsi alla prova in cucina, prima in piccole realtà di provincia, poi con l’accrescersi della fame di conoscenza, i corsi e  il lavoro con chef di livello ( tra cui Davide Cianetti, e la chef stellata Cristina Bowerman) , dove fa gavetta e tante esperienze.
Ornella è un ciclone, senti le sue cellule grigie che lavorano a ciclo continuo, gli occhi guizzanti, ogni cellula del suo corpo sprigiona l’energia e l’entusiasmo per il cibo.
Filosofia imprescindibile? 

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Ada Boni, la donna che ha insegnato la felicità della cucina alle ragazze italiane

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” Molti conoscono il Talismano della Felicità”, pochissimi conoscono Ada Boni”

Inizia così Stefania Barzini, il primo dei due convegni dedicati ai #libridamangiare organizzati dalla Casa delle Letterature e Casato filo della Rosa Onlus, nell’ambito delle iniziative per WE Women for Expo 2015.
Ed effettivamente, pensateci, molte magari l’hanno ricevuto in dono per le proprie nozze ( pare che le vendite del Talismano schizzino alle stelle nella stagione dei matrimoni, da sempre) o lo hanno visto tra i ricettari di mamme e nonne, ma quante conoscono la sua autrice?
Ada Boni è stata molte cose, moglie e madre dedita alla famiglia e felice di esserlo, ma anche direttrice di una rivista ” Preziosa” attraverso la quale ha raccontato l’alta borghesia dagli anni ’20, parlando a donne moderne e al passo con i tempi.
Dice Martina Paolucci, autrice di una tesi di laurea su Ada Boni e la sua rivista «Preziosa»: rivista di economia domestica per signore (1915-1959), in una bella intervista  sul blog Ma che ti sei mangiato: Continua a leggere…

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Da la Voce di Ny il nostre speciale Buona Pasqua!

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Il menù perfetto per una Pasqua all’italiana:  4 ricette di 4 donne da 4 regioni

Una raccolta di ricette de quattro diverse regioni italiane, proposte dalle donne del progetto Petronilla accompagnate da un ricordo personale. Un menù completo che ci fa fare il giro d’Italia per comporre una ricca tavola di Pasqua, all’insegna della tradizione, dalla colazione al dolce

“Arriva la Pasqua e non c’è casa italiana che non sia pervasa dai profumi dei preparativi del menù protagonista della tavolata che domenica riunirà le famiglie. Da Nord a Sud le tradizioni della colazione e del pranzo sono radicate e varie, somiglianti e allo stesso tempo diversificate non solo nei territori, ma anche da famiglia a famiglia. Quella che segue è una raccolta di ricordi e ricette pasquali delle nostre Petronille, donne romane, me con provenienze regionali diverse, che propongono il loro menù per festeggiare a tavola una Pasqua all’italiana. Un giro d’Italia per comporre una ricca tavola pasquale che parte dalla colazione marchigiana di Laura, per passare alla zuppa abruzzese di Paola, all’abbacchio e alle puntarelle in vero stile romanesco di Barbara, e si conclude con l’opulenza dei dolci siciliani, di Silvia.”

Qui l’articolo completo, tanti auguri dalle Petronille!
 
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Storia di un gioco che diventa mestiere, nell’intervista a Alessandro Turtulici, chef de Il Bacocco, a Roma

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Un bambino in ginocchio sulla sedia, lo sguardo serio e concentrato, come in uno sforzo, le mani affondate nell’impasto. Non perde nessuno dei sapienti movimenti di nonna Melina, e li ripete nel modo buffo e solenne dei bimbi.

Mentre mi racconta come una passione nasce e diventa mestiere, Alessandro Turtulici, giovane chef emergente in forza al ristorante “Il Bacocco” di Roma, io lo immagino così.
Non è un giovane della generazione di Masterchef; ha cominciato il suo percorso prima che il lavoro di chef fosse ai primi posti tra le professioni preferite dai ragazzi.
E in modo naturale, quel gioco di impastare con nonna Melina, diventa passione, la passione spinge allo studio, e infine diventa mestiere.
Studia con Antonio Chiappini nella scuola “A tavola con lo chef”, e dopo diverse esperienze, compresa quella nella cucina del grande Heinz Beck, approda a “Il Bacocco”, ristorante romano di Trastevere, dove l’identità di Bistrot ed Enoteca, si esprime al suo massimo nella cucina concreta e per nulla pretenziosa di Alessandro, e in una interessantissima carta dei vini. 
Un luogo dove la linearità chic dell’ambiente non ti mette in soggezione, ma ti fa sentire a tuo agio, coccolato dal buon cibo e dal buon vino.
In particolar modo, per il Progetto Petronilla ci incuriosiva scoprire quanto le donne della sua vita, il loro modo di cucinare, avessero ispirato la scelta di questo lavoro.

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