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Ricette

le ricette del Casato

Antipasti, Carne e pesce, Ricette, Vegan&co.

Cosa fare se ti regalano dei fiori (di zucca)

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DSC_0353Faccio parte di quella categoria di donne che non apprezza particolarmente ricevere fiori.

Poveri fiori recisi dalla brevissima vita!

Ad un tipo solo non riesco a dire no: i fiori di zucca.

E sono gli unici che nonostante il caldo di questi giorni mi fanno accendere i fornelli per friggere.

Si, lo so, questo si che è amore!

Io i fiori di zucca li faccio alla romana, cioè ripieni e fritti.

Semplici da fare e golosissimi, sono tipici della cucina romana, immancabili come antipasto o nell’elenco dei fritti ( insieme ai supplì) in tutte le pizzerie romane.

Ed ecco la ricetta.

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Waffle, aggeggi rosa e fantasia

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waffel3Venerdì ho finalmente comprato l’ aggeggio cialdiera per i waffle.

Si lo so, siete stupiti quanto lo sono io: negli ultimi tempi sto compulsivamente acquistando cose per la cucina come non mai.

Sono basita anche io.

Ma ho una giustificazione, l’aggeggio in questione, infatti è rosa.

E così, sabato mattina ho fatto i waffle.

 

Con ansia, patemi e preoccupazioni.

In realtà ho scoperto che farli è molto semplice, e affrontare la piastra bollente meno complicato di quanto pensassi.

Prossimamente li proverò anche salati, ma devo ancora mettere a punto la versione definitiva.

Prima della ricetta una curiosità, scoperta leggendone le origini:

“Nel dizionario tedesco dei fratelli Grimm, edito nella prima metà del 1800, si cita l’esistenza del dolce e si tratta in modo dettagliato della sua composizione.” ( da Wikipedia)

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Lemoncurd ovvero se la vita ti offre limoni

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DSC_0342Lemoncurd.

Ovvero se la vita ti offre limoni tu facci una deliziosa crema al limone e poi quella mettila in deliziosi cestini di frolla.

Tutto qui.

La ricetta contro tristezza e malumore è proprio questa, trasformare le asperità in piccolo gioie.

Meglio ancora se queste gioie sono spolverate di zucchero a velo.

Insomma quando la tentazione è quella di un enorme #mainagioia, provate a consolarvi con la ricetta originale della lemoncurd.

 

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Miele e pollo, una storia d’amore

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Miele e pollo.

Questa è una storia d’amore, che sa di domeniche in campagna e passeggiate al limitare del bosco.

Il mio bottino, questo prezioso miele di bosco, ambrato e luccicante, e deliziosamente aromatico, arriva da La Raia – Azienda Agricola Biodinamica

Un posto equilibrato e armonico in tutte le sue componenti. La Raia è un’azienda agricola biodinamica certificata Demeter. Si trova nel cuore delle colline piemontesi del Gavi, in una zona dalla tradizione vitivinicola antichissima grazie a un microclima unico che favorisce la boscomaturazione dell’uva e la produzione di vini biodinamici rossi e bianchi. Si estende per oltre 180 ettari, dei quali 42 coltivati a vigneto, 60 a seminativo e i restanti occupati da pascoli, boschi di castagno, acacia e sambuco che proteggono numerose specie di animali selvatici. La famiglia Rossi Cairo l’ha acquistata nel 2003 con l’intento di recuperare e valorizzare l’ecosistema originale attraverso un progetto di intervento ampio e ispirato ai princìpi biodinamici.

La prima azione è stata la riconversione della coltivazione delle viti: sovescio tra i filari, corno letame dinamizzato e stallatico per fertilizzare questo terreno marnoso, areazione profonda, assenza di pesticidi, modiche quantità di rame e di zolfo di cava spruzzate in determinati
periodi dell’anno, potatura che segue la fase discendente della luna.

E’ stata inoltre ripristinata la rotazione dei terreni, con il recupero di coltivazioni antiche come il farro monococco, il farro dicocco, il farro spelta e la segale ed infine è stato reintrodotto l’allevamento del bestiame a pascolo, con mucche di razza fassone. La ricchezza e la varietà delle vegetazioni che si trovano all’interno della tenuta fanno de La Raia una vera oasi di biodiversità per api e altri insetti impollinatori: da qui una copiosa produzione di mieli biologici di acacia, millefiori e bosco.

Sul sito internet potrete trovare anche lo shopping online, io vi consiglio sia i vini che appunto il miele.

Ed ecco la ricetta di questo pollo arrosto, che si è innamorato del miele di bosco. Continua a leggere…

Contest e Collaborazioni, Cose da Foodies, Dolci, Ricette

Barolo Tenuta Cucco e il vin brulè nella frolla

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Il barolo è un vino potente, elegante e di grande personalità.

DSC_0344Il barolo che ho utilizzato per questa ricetta è stato amore a prima vista.

Proviene dalla Tenuta Cucco e si tratta di un vino ” proveniente dal cru Cerrati svela profumi intensi e da meditazione ai sentori floreali che rimandano alla rosa di macchia; subentrano note di menta e timo, emergono le componenti fruttate della ciliegia e del ribes appena ammostati, alla fine si percepiscono sentori di sottobosco e di fungo.”

L’azienda è l’unica a proporlo sul mercato. Da vigneti alti, le uve migliori per un grande classico dei Barolo.

E a farmi innamorare ulteriormente è stata anche l’etica e le scelte aziendali che possiamo leggere sul sito:

Nel 2003 con la mia famiglia acquistammo i primi poderi di un’azienda agricola nel Gavi, La Raia. Furono i miei figli a suggerirmi la strada biodinamica per ritrovare la nota originaria di quel territorio che da secoli custodisce il vitigno autoctono dell’uva Cortese. Da quell’intuizione è nata La Raia com’è oggi: un’azienda agricola biodinamica certificata Demeter, che si estende per oltre 180 ettari, tra viti, pascoli, terreni a seminativo e boschi di castagni popolati da animali selvatici. I suoi Gavi e Barbera biodinamici hanno negli anni consolidato il loro successo tra consumatori e critici di settore, in Italia e all’estero.

Siamo entrati nella compagine azionaria di EcorNaturaSì, la più importante realtà italiana di produzione e distribuzione di prodotti biologici e biodinamici e nel gennaio 2015 abbiamo rilevato Tenuta Cucco, con i suoi cru Cerrati e Vigna Cucco. Si tratta di un nuovo aspetto di questo progetto che ci appassiona e che ha visto estendere anche alle vigne e alla cantina di Tenuta Cucco il metodo biologico.

L’attenzione per l’ambiente oltre all’ eccellenza del prodotto, insomma mi hanno conquistato.

Inoltre per il 2017 La Raia ha ricevuto il Diploma Ecofriendly 2017, conferitole da Vinibuoni d’Italia – la guida ai vini da vitigni autoctoni italiani che segnala, con un’apposita icona, anche le aziende che si impegnano su progetti di sostenibilità ambientale.

Si lo so, starete già pensando ok, ok. Ma la frolla?

E il Vin Brulè?

Eccomi, arrivo.

Con il Barolo della Tenuta Cucco ho fatto delle crostatine alla crema e frutta al vin brulè.

Ed ora vi racconto la ricetta, ma non spaventatevi ci sono tre preparazioni diverse, ma sono semplicissime.

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Gnudi toscani, e la mia personale comfort zone

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Gli gnudi toscani mi fanno pensare a quel tipo di persone gudoriose che leccano le ciotole con l’impasto ancora crudo, che mangiano il ripieno del cannolo alla crema, che spaccano a metà gli Oreo e ne mangiano il centro.

Insomma quel genere di golosi che vanno diretti al punto del massimo piacere.DSC_0315

Ecco gli gnudi quindi, ovvero il ripieno senza l’involucro.

Così semplice, così perfetto.

Una vera coccola, un premio.

Almeno così lo vedevo da piccola, quando gli gnudi li faceva la nonna Anna.

E perché il goloso non si fa mai mancare nulla, gli gnudi si servono con burro e salvia, e tutti noi sappiamo che come diceva Julia Child non c’è niente al mondo migliore del burro.

La ricetta di casa è poi quella del fido Artusi, che io vi riporto quasi fedelmente. Continua a leggere…

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Il magico risotto di Sookie, da Eat like a Gilmore

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Il magico risotto di Sookie è una di quelle ricette che ho sempre voluto provare.

E come dice Kristi Carlson è uno dei piatti iconici di Gilmore Girls.

In Gilmore Girls compare nella quarta puntata della prima stagione, ed è il cavallo di battaglia della chef.

Quando mi è arrivato il libro di Kristi Carlson “Eat like a Gilmore” è stata la prima ricetta che ho deciso di provare, cascasse il mondo.

Il menù che ho pensato per la mia Gilmore Girls Night ha sempre avuto un punto fermo: il magico risotto di Sookie.

E allora, senza indugi, ecco la ricetta, e vi prego fate esattamente quello che c’è scritto, anche se vi sembra che il basilico non ci azzecchi niente.

E ricordate di abbinare il vino giusto.

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Mele, caramello salato e gelato alla crema

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La torta di mele.

Talmente tradizionale da essere presente praticamente in ogni cultura culinaria.

“As American as apple pie” americano come una torta di mele, per dire.

Che sia con base di frolla, o morbida, o con pasta brisèè.

E come non amarla, con quel profumo che fa inverno, che fa casa.

Anche a me che detesto le mele. Anzi, no mi sono indifferenti.

Cioè, non è che io non le mangi e non ho certo creato nessuna pagina inneggiante odio e rancore contro le mele.

Ho vissuto in Trentino sette anni, ho attraversato meleti di ogni tipo, li ho amati in fiore, quando attraversi per chilometri la Val di Non.

Il problema è che le trovo la frutta più noiosa del mondo, niente a che vedere con la frutta estiva, il melone, le fragole. Il cocomero, le pesche.

Lo so sono una brutta persona.

Poi però le fai sposare con un impasto morbido, dolce e burroso, e ciao, mela ti amo!

Di ricette dicevamo, ce ne sono migliaia. Dalla più classica alle rivisitazioni.

Quella che in questo periodo mi piace fare e rifare prende spunto da quella della torta di mele rovesciata di Annalisa Barbagli, secondo me la migliore esistente.

Solo che al posto del suo caramello classico io ho messo caramello salato.

Si, non mi giudicate. Continua a leggere…

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Alpro, lo smothies definitivo con l’avena

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dsc_0312Cara Alpro, confesso subito: tra tante proposte vegetali, io il latte d’avena non l’avevo mai assaggiato.

Adesso ho potuto assaggiarlo, e mi sono sbizzarita subito. E siccome Alpro
mi ha inviato anche un meraviglioso bicchierone instagrammabile, ecco che il golosissimo smothie al cioccolato è servito!

Faccio le dovute premesse: io non uso più il latte vaccino a casa, se non per sporadiche occasioni, perchè io sono una golosa, amo il burro, amo la panna, amo il latte.

Nella mia infinita auto indulgenza sono convinta infatti che se nell’alimentazione quotidiana utilizzo solo ingredienti sani, ogni tanto posso fare uno strappo alla regola.

Anche perchè far accettare a casa il latte vegetale, non voglio raccontarvi balle, è stato abbastanza complicato.

Principalmente utilizzo latte di soya, per cucinare e per la colazione, a volte cocco e riso.

Come dicevo, il latte d’avena non lo avevo mai acquistato, quindi beh, grazie Alpro che me lo hai fatto scoprire!

La ricetta che segue ha ricevuto consensi unanimi, e quindi come non rendervi partecipi di questa mia epifania?

Il latte d’avena, promosso a pieni voti!

 

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Gli spaghetti di Lilli e il Vagabondo

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giphyPolpette e spaghetti, un’aberrazione, un cibo da cani innamorati, un comfort food, una tradizione italo americana che affonda nei primi del ‘900.

La storia degli spaghetti meatballs sa di leggenda metropolitana: gli americani sono convinti che si tratti di un piatto tipico italiano, gli italiani generalmente inorridiscono, e parlano di falsa tradizione.

Le origini allora, ci si da un gran da fare, a cercarle tra motivazioni sociologiche ed economiche e nella storia degli emigranti dei primi del ‘900.

Avevano pochi mezzi, e in buona sostanza si trovarono ad assemblare la carne macinata per farne polpette e pasta al pomodoro.

Ok, ok, scusate però, prima obiezione: a casa mia le faceva la mia nonna, e per quanto mi piacerebbe avere un’avventurosa storia di va e vieni dagli States, alla Bastianich, i miei avi vicini e lontani provengono tutti ma proprio tutti dalla provincia di Siena.

 

dsc_0307Toscanitudine inside.

Non ho spiegazioni turbinanti in merito, anche se la mia fantasia potrebbe creare romantiche storie di soldati americani che attraversano i paesi lasciando dietro di loro ricette fantasiose di spaghetti e polpette.

Fatto sta che se trovo un buon macinato, e non ho sbatty di fare il ragù, o sono triste e ho voglia di coccolare qualcuno, ecco comparire magicamente gli spaghetti di Lilli e il Vagabondo. Continua a leggere…

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