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Waffle, aggeggi rosa e fantasia

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waffel3Venerdì ho finalmente comprato l’ aggeggio cialdiera per i waffle.

Si lo so, siete stupiti quanto lo sono io: negli ultimi tempi sto compulsivamente acquistando cose per la cucina come non mai.

Sono basita anche io.

Ma ho una giustificazione, l’aggeggio in questione, infatti è rosa.

E così, sabato mattina ho fatto i waffle.

 

Con ansia, patemi e preoccupazioni.

In realtà ho scoperto che farli è molto semplice, e affrontare la piastra bollente meno complicato di quanto pensassi.

Prossimamente li proverò anche salati, ma devo ancora mettere a punto la versione definitiva.

Prima della ricetta una curiosità, scoperta leggendone le origini:

“Nel dizionario tedesco dei fratelli Grimm, edito nella prima metà del 1800, si cita l’esistenza del dolce e si tratta in modo dettagliato della sua composizione.” ( da Wikipedia)

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Dolci, Ricette

Lemoncurd ovvero se la vita ti offre limoni

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DSC_0342Lemoncurd.

Ovvero se la vita ti offre limoni tu facci una deliziosa crema al limone e poi quella mettila in deliziosi cestini di frolla.

Tutto qui.

La ricetta contro tristezza e malumore è proprio questa, trasformare le asperità in piccolo gioie.

Meglio ancora se queste gioie sono spolverate di zucchero a velo.

Insomma quando la tentazione è quella di un enorme #mainagioia, provate a consolarvi con la ricetta originale della lemoncurd.

 

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Barolo Tenuta Cucco e il vin brulè nella frolla

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Il barolo è un vino potente, elegante e di grande personalità.

DSC_0344Il barolo che ho utilizzato per questa ricetta è stato amore a prima vista.

Proviene dalla Tenuta Cucco e si tratta di un vino ” proveniente dal cru Cerrati svela profumi intensi e da meditazione ai sentori floreali che rimandano alla rosa di macchia; subentrano note di menta e timo, emergono le componenti fruttate della ciliegia e del ribes appena ammostati, alla fine si percepiscono sentori di sottobosco e di fungo.”

L’azienda è l’unica a proporlo sul mercato. Da vigneti alti, le uve migliori per un grande classico dei Barolo.

E a farmi innamorare ulteriormente è stata anche l’etica e le scelte aziendali che possiamo leggere sul sito:

Nel 2003 con la mia famiglia acquistammo i primi poderi di un’azienda agricola nel Gavi, La Raia. Furono i miei figli a suggerirmi la strada biodinamica per ritrovare la nota originaria di quel territorio che da secoli custodisce il vitigno autoctono dell’uva Cortese. Da quell’intuizione è nata La Raia com’è oggi: un’azienda agricola biodinamica certificata Demeter, che si estende per oltre 180 ettari, tra viti, pascoli, terreni a seminativo e boschi di castagni popolati da animali selvatici. I suoi Gavi e Barbera biodinamici hanno negli anni consolidato il loro successo tra consumatori e critici di settore, in Italia e all’estero.

Siamo entrati nella compagine azionaria di EcorNaturaSì, la più importante realtà italiana di produzione e distribuzione di prodotti biologici e biodinamici e nel gennaio 2015 abbiamo rilevato Tenuta Cucco, con i suoi cru Cerrati e Vigna Cucco. Si tratta di un nuovo aspetto di questo progetto che ci appassiona e che ha visto estendere anche alle vigne e alla cantina di Tenuta Cucco il metodo biologico.

L’attenzione per l’ambiente oltre all’ eccellenza del prodotto, insomma mi hanno conquistato.

Inoltre per il 2017 La Raia ha ricevuto il Diploma Ecofriendly 2017, conferitole da Vinibuoni d’Italia – la guida ai vini da vitigni autoctoni italiani che segnala, con un’apposita icona, anche le aziende che si impegnano su progetti di sostenibilità ambientale.

Si lo so, starete già pensando ok, ok. Ma la frolla?

E il Vin Brulè?

Eccomi, arrivo.

Con il Barolo della Tenuta Cucco ho fatto delle crostatine alla crema e frutta al vin brulè.

Ed ora vi racconto la ricetta, ma non spaventatevi ci sono tre preparazioni diverse, ma sono semplicissime.

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Mele, caramello salato e gelato alla crema

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La torta di mele.

Talmente tradizionale da essere presente praticamente in ogni cultura culinaria.

“As American as apple pie” americano come una torta di mele, per dire.

Che sia con base di frolla, o morbida, o con pasta brisèè.

E come non amarla, con quel profumo che fa inverno, che fa casa.

Anche a me che detesto le mele. Anzi, no mi sono indifferenti.

Cioè, non è che io non le mangi e non ho certo creato nessuna pagina inneggiante odio e rancore contro le mele.

Ho vissuto in Trentino sette anni, ho attraversato meleti di ogni tipo, li ho amati in fiore, quando attraversi per chilometri la Val di Non.

Il problema è che le trovo la frutta più noiosa del mondo, niente a che vedere con la frutta estiva, il melone, le fragole. Il cocomero, le pesche.

Lo so sono una brutta persona.

Poi però le fai sposare con un impasto morbido, dolce e burroso, e ciao, mela ti amo!

Di ricette dicevamo, ce ne sono migliaia. Dalla più classica alle rivisitazioni.

Quella che in questo periodo mi piace fare e rifare prende spunto da quella della torta di mele rovesciata di Annalisa Barbagli, secondo me la migliore esistente.

Solo che al posto del suo caramello classico io ho messo caramello salato.

Si, non mi giudicate. Continua a leggere…

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Alpro, lo smothies definitivo con l’avena

dsc_0309

dsc_0312Cara Alpro, confesso subito: tra tante proposte vegetali, io il latte d’avena non l’avevo mai assaggiato.

Adesso ho potuto assaggiarlo, e mi sono sbizzarita subito. E siccome Alpro
mi ha inviato anche un meraviglioso bicchierone instagrammabile, ecco che il golosissimo smothie al cioccolato è servito!

Faccio le dovute premesse: io non uso più il latte vaccino a casa, se non per sporadiche occasioni, perchè io sono una golosa, amo il burro, amo la panna, amo il latte.

Nella mia infinita auto indulgenza sono convinta infatti che se nell’alimentazione quotidiana utilizzo solo ingredienti sani, ogni tanto posso fare uno strappo alla regola.

Anche perchè far accettare a casa il latte vegetale, non voglio raccontarvi balle, è stato abbastanza complicato.

Principalmente utilizzo latte di soya, per cucinare e per la colazione, a volte cocco e riso.

Come dicevo, il latte d’avena non lo avevo mai acquistato, quindi beh, grazie Alpro che me lo hai fatto scoprire!

La ricetta che segue ha ricevuto consensi unanimi, e quindi come non rendervi partecipi di questa mia epifania?

Il latte d’avena, promosso a pieni voti!

 

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I muffin di Nigella, ma con un po’ di freschezza

muffin 4

Ho acceso il forno ed ho fatto i muffin al cioccolato.

Lo confesso.

Si schiuma dal caldo ed io ho acceso il forno.

E peraltro sono ancora cosciente abbastanza per raccontarlo.

Come al solito ho fatto i muffin più brutti del mondo: avete presente quando su buzzfeed food fanno quei post su come dovrebbe essere e come è venuto?
Ma io avevo una merenda da servire, e quindi ho messo in atto la più geniale delle soluzioni: ho usato il gelato allo yogurt e l’ho servito con le amarene. Continua a leggere…

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Brownies e caramello salato, what else?

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Ho fatto i brownies, e no, questa non è una novità.

Nella consapevolezza della mia inadeguatezza culinaria i brownies li so fare.

Probabilmente perchè mi piacciono. Tanto. Tipo droga.

Non esiste che a Londra io non compri brownies compulsivamente.

C’è chi brownies3a Londra svaligia Primark, e poi ci sono io che degusto i dolcetti al cioccolato.

Dunque possiamo asserire che sui brownies ho una certa competenza.

La novità di questa ricetta è che, non contenta della loro oggettiva golosità, ho aggiunto il caramello salato.

Il caramello salato divide in due il mondo: c’è chi, al solo pensiero di dolce-salato crolla in preda a crisi di terrore vero e chi lo ama alla follia.

Io lo amo.

So anche esattamente quando l’ ho assaggiato per la prima volta.
Un dessert strabiliante della mia amica Ornella De Felice, di Coromandel, eccolo:

cheesecake Ornella de felice

Ma torniamo ai miei brownies.

Ho provato diverse ricette nel tempo, ma al momento la mia preferita è questa: Continua a leggere…

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La torta perfetta, la Rein de Saba di Julia Child

rein de saba 2
rein de saba 1Lo so, state già sgranando gli occhi.

Ebbene si: ho fatto una torta che contiene più di 4 ingredienti e sono ancora viva.

Non è esplosa la casa e io sono ancora in grado di raccontarlo.

Ho fatto la Rein de Saba di Julia Child e dopo, a parte la cucina ricoperta di cioccolato e petali di mandorle, beh, dopo io ero felicissima.

Concordo sul fatto che potrebbe essere dipeso dall’elevato tasso di zuccheri, non solo nel sangue della sottoscritta, ma nell’aria stessa.

Per quelli che non sanno di cosa io stia parlando:

  1. Come è possibile?
  2. Seriamente?
  3. Ma Julie e Julia non lo avete visto?

Ok, ok, basta con le domande retoriche, ma ecco, in soccorso l’aiuto da casa: la Rein de Saba è questa

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Lemon bars a prova di imbranate

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Ricette a prova di imbranate  o di food blogger per caso, fate voi. E a costo di sembrare un’imbonitrice da televendita, la riuscita è garantita.

Le Lemon bars sono dolcetti sfiziosi, di origine anglosassone che uniscono la scioglievole burrosità degli short bread ad una crema di limone vivace.

Si realizzano con ingredienti piuttosto comuni e soprattutto sono veloci da fare.

Per intenderci: anche una dotata di attrezzatura minimal, nessuna planetaria e l’eco nel frigo ogni due giorni, può farcela.

 

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Basta un prato per far primavera, e un ciambellone con confettura di fragole

ciambelle senza lattosio e marmellata di fragole

DSC_0187Finalmente un po’ di sole degno di essere chiamato così, e complice un prato verde, le prime fragole e un tè, è un attimo che una riunione settimanale di Academia si trasforma in un picnic.

Ed è un attimo che la food blogger che è in me abbia il sopravvento: messe da parte cartelle stampa, progetti di comunicazioni e clienti, eccoci tutte intente a costruire il set ideale per fotografare la confettura di fragole e il ciambellone senza lattosio che la nostra Barbara ci ha portato per merenda.

Ed è un attimo che la ricetta del lunedì è presto pronta, da provare e replicare, e poi ditemi se non è perfetta.

Ne è venuto fuori uno shooting che a me ricorda Alice, il cappellaio matto, conigli bianchi e meraviglie varie. Continua a leggere…

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