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Pasta e primi

Pasta e primi, Vegan&co.

Gnudi toscani, e la mia personale comfort zone

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Gli gnudi toscani mi fanno pensare a quel tipo di persone gudoriose che leccano le ciotole con l’impasto ancora crudo, che mangiano il ripieno del cannolo alla crema, che spaccano a metà gli Oreo e ne mangiano il centro.

Insomma quel genere di golosi che vanno diretti al punto del massimo piacere.DSC_0315

Ecco gli gnudi quindi, ovvero il ripieno senza l’involucro.

Così semplice, così perfetto.

Una vera coccola, un premio.

Almeno così lo vedevo da piccola, quando gli gnudi li faceva la nonna Anna.

E perché il goloso non si fa mai mancare nulla, gli gnudi si servono con burro e salvia, e tutti noi sappiamo che come diceva Julia Child non c’è niente al mondo migliore del burro.

La ricetta di casa è poi quella del fido Artusi, che io vi riporto quasi fedelmente. Continua a leggere…

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Il magico risotto di Sookie, da Eat like a Gilmore

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Il magico risotto di Sookie è una di quelle ricette che ho sempre voluto provare.

E come dice Kristi Carlson è uno dei piatti iconici di Gilmore Girls.

In Gilmore Girls compare nella quarta puntata della prima stagione, ed è il cavallo di battaglia della chef.

Quando mi è arrivato il libro di Kristi Carlson “Eat like a Gilmore” è stata la prima ricetta che ho deciso di provare, cascasse il mondo.

Il menù che ho pensato per la mia Gilmore Girls Night ha sempre avuto un punto fermo: il magico risotto di Sookie.

E allora, senza indugi, ecco la ricetta, e vi prego fate esattamente quello che c’è scritto, anche se vi sembra che il basilico non ci azzecchi niente.

E ricordate di abbinare il vino giusto.

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Gli spaghetti di Lilli e il Vagabondo

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giphyPolpette e spaghetti, un’aberrazione, un cibo da cani innamorati, un comfort food, una tradizione italo americana che affonda nei primi del ‘900.

La storia degli spaghetti meatballs sa di leggenda metropolitana: gli americani sono convinti che si tratti di un piatto tipico italiano, gli italiani generalmente inorridiscono, e parlano di falsa tradizione.

Le origini allora, ci si da un gran da fare, a cercarle tra motivazioni sociologiche ed economiche e nella storia degli emigranti dei primi del ‘900.

Avevano pochi mezzi, e in buona sostanza si trovarono ad assemblare la carne macinata per farne polpette e pasta al pomodoro.

Ok, ok, scusate però, prima obiezione: a casa mia le faceva la mia nonna, e per quanto mi piacerebbe avere un’avventurosa storia di va e vieni dagli States, alla Bastianich, i miei avi vicini e lontani provengono tutti ma proprio tutti dalla provincia di Siena.

 

dsc_0307Toscanitudine inside.

Non ho spiegazioni turbinanti in merito, anche se la mia fantasia potrebbe creare romantiche storie di soldati americani che attraversano i paesi lasciando dietro di loro ricette fantasiose di spaghetti e polpette.

Fatto sta che se trovo un buon macinato, e non ho sbatty di fare il ragù, o sono triste e ho voglia di coccolare qualcuno, ecco comparire magicamente gli spaghetti di Lilli e il Vagabondo. Continua a leggere…

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Ossobuco e risotto alla milanese

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Ho cucinato ossobuco e risotto giallo.

E’ stato un fine settimana uggioso, soprattutto nell’umore.

Ho avuto caldo di giorno, ha soffiato lo scirocco, un pò ha piovuto, sono riemerse le odiose zanzare.

Il vento caldo mi ha messo di malumore.

E ci sono poche cose che possono quietare quella sensazione di ansia e malinconia.

Una è cucinare, prendersi cura di qualcuno nutrendolo.

Ed ho cucinato.

Ossobuco, appunto. Accompagnato con il risotto giallo.

Un piatto non complicato, invernale, grasso e calorico, tradizionale, come se mi servissero certezze per regolare il tempo intorno a me, instabile e strambo; come se per rimettere a posto l’universo, avessi bisogno di cucinare un piatto regolato non solo dalla disciplina dell’elenco degli ingredienti, da un procedimento ben scandito, ma anche dal rigore della tradizione regionale.

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Pesto di pistacchi, la ricetta originale di Bronte

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pistacchi 2Oggi è il turno del pesto di pistacchi di Bronte.

Siete mai passati per la frustrazione di cercare in rete una ricetta il più possibile vicina all’originale, perché volete riprodurre esattamente quel sapore, e di conseguenza quel ricordo, quella precisa emozione?

Se passate qui abbastanza spesso saprete che a me capita di continuo, l’ultima fu la panzanella toscana.

Ma torniamo al pesto di pistacchi.

Sapete quante ne ho cercate e provate?

Alla fine mi è arrivata la ricetta direttamente da Bronte, e devo dire che è stata di gran lunga la più soddisfacente.

Io l’ho usato per condire gli spaghetti, e non so se sia la pasta più adeguata, ma comprendetemi: i maschi di questa casa amano la pasta lunga.

Dunque, ecco a voi la migliore ricetta del pesto di pistacchi di Bronte. Continua a leggere…

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Panzanella toscana, qui se ne fa una questione di principio

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Si, lo so, non dovrei essere rissosa.

Non dovrei fare questioni di principio, ma qui si parla di panzanella toscana.

Qualche giorno fa un social mi ha rimbalzato il nuovo post di un noto aggregatore di bloggers.

panza 1La vera panzanella toscana. Ed essendo io toscana, e fan numero uno della panzanella, son andata subito a leggermela.

E negli ingredienti c’erano i peperoni.

No dico, i PEPERONI.

Ora se stessimo parlando di una sfiziosa rivisitazione, di un’ interpretazione creativa di un grande classico… Ma no, se dici che quella è la ricetta originale, ecco allora io parto per la guerra santa delle ricette.

E signore e signori, esiste un’unica e indiscussa ricetta della panzanella toscana.

Il resto sono mappazzoni rivisitati. Continua a leggere…

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Le zucchine ripiene definitive

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E così è arrivato all’improvviso quel momento dell’anno in cui scoppiano pazzesche giornate di sole, a Fiumicino tutti si riversano lungo il fiume a mangiare fritture di pesce ed io vado al mercato e compro verdure che poi non so cucinare.

zucchine tondeE’ stata una settimana così impegnativa che ho temuto di non aver tempo neanche per respirare, figuriamoci cucinare

Tipo queste bellissime zucchine tonde e sode. Che sembrano fatte apposta per essere farcite.

Dilemma: l’unica farcitura che uso per le zucchine è quella con il tonno, ma ovviamente non ho il tonno in casa, perché da quando ho democraticamente imposto alla famiglia un regime alimentare sano, equo e antispreco compro solo il tonno che consiglia Greenpeace, il che vuol dire che non ne ho quasi mai in dispensa.

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Casa Planeta, pasta ca muddica, ricetta 13

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Il caldo mi impedisce di cucinare, il solo pensiero di passare davanti ai fornelli più di 5 minuti mi distrugge.
Bene, la ricetta di questa settimana per Ilaria&Elisia Project si presta a diventare la mia preferita di sempre, perché è velocissima.
Di questa ricetta ho già parlato in un articolo sulla Voce di New York, ma non l’avevo mai riprodotta, fino ad oggi. 
Eccola: 

Sbriciolare la mollica di pane e tostare in padella con olio extra vergine d’oliva.

Far bollire l’acqua salata e buttare la pasta. 
Mentre cuoce, in una padella mettere un filo d’olio  le alici dissalate. 
Fare sciogliere le alici a fuoco dolce, per pochi minuti, altrimenti diventano amare.

Togliere dal fuoco e scolare gli spaghetti molto al dente direttamente nella padella con il condimento, aggiungere un po’ di acqua di cottura, mantecare e aggiungere il pane. 
Servire molto calda. 
E come si dice in Sicilia, affavoriri!
 
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Speciale Ilaria&Elisia Project, cucinare la Sicilia come insegna Casa Planeta, pasta con le vongole, ricetta 12

No, non ho smesso di cucinare le ricette del libro di Elisia

Ho solo un’innata e personalissima idiosincrasia per le pescherie.

Considerate anche che vivendo in una cittadina di mare, dove ogni sera si ripete il rito del rientro dei pescherecci, dove quando non c’è odore di salsedine, c’è odore di pesce, e ovunque sulla banchina reti ad asciugare, la questione si fa tragicomica.

Ma ce l’ho fatta, e alla fine ho vinto la repulsione ed ho acquistato le vongole.

Questa ricetta è partiDSC_0038.NEFcolare, perché è, come tutte le ricette di Casa Planeta, aglio free. Ho usato 700 gr di vongole, che ho acquistato già spurgate dalla sabbia, le ho aggiunte all’olio nella padella più larga che ho trovato e a seguire il vino bianco ( non lo Sherry, perché credevo di non averne in casa, ed invece poi ho scoperto di possederne una bottiglia, ancora sigillata – chissà se lo Sherry scade? ).

 

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Pasta fredda integrale con pesto, datterini e scaglie di parmigiano 30 mesi

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Da questo inverno a casa mia si è fatta un po’ di #foodrevolution, eliminando alcune cose come le farine troppo raffinate, lo zucchero bianco, diminuito l’uso della carne, il latte.

Oggi ho messo alla prova la mia cara pasta integrale facendo la pasta fredda preferita dalla famiglia.


Ingredienti:
Per il pesto senza aglio
2 mazzi di basilico
100 g di parmigiano 20 mesi (oppure 50 g parmigiano e 50 g di pecorino)50 g di pinoli
un pizzico di sale grosso
olio extra vergine d’oliva q.b.

Per la pasta: 
400 gr di pasta integrale biologica
400 gr di datterini
parmigiano 30 mesi da grattare a scaglie 

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