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Se sapessi cucinare, ecco cosa cucinerei da Amelie alla cuoca del Presidente

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Nella mia vita di non-cuoca e di blogger per caso ci sono molti dubbi e poche certezze.

Ma quelle sono granitiche, e alcune di esse da qui in poi le chiamerò ” i piatti che vorrei saper cucinare se cucinassi”.
Se fossi una delle mie adorate Petronille, quelle brave che spadellano felici di farlo, vorrei saper cucinare la creme brulè di Amelie.
Aiuterebbe anche essere Audrey Tatou, ma basterebbe la creme brule citata nel film del 2001.
Una giovane ragazza con un gusto pronunciato per i piccoli piaceri della vita: immergere la mano in un sacco di legumi, spaccare la crosticina di una creme brulée con la punta del cucchiaino e far rimbalzare sassi sull’acqua del Canal Saint Martin”
Un altro cibo iconico che vorrei saper cucinare?
La Cherry pie di Twin Peaks, non mi importa di sapere chi ha ucciso Laura Palmer, io vorrei solo sfornare alla perfezione quella torta, la crosta dorata e il ripieno rossissimo, la preferita dell’agente Cooper: perfetta con caffè nero bollente.

Una ricetta per la quale potrei decidere infine di dedicarmi con dedizione alla cucina? La verza farcita di salmone ne ” La cuoca

del presidente”, la storia ispirata a quella di Danièle Mazet-Delpeuch, cuoca personale del presidente Francois Mitterdand dal 1988 al 1990.

Un film che non si può non guardare, cercando di superare l’antipatia che suscita il personaggio, soprattutto per l’appassionata ricerca che la cuoca fa nei ricordi dei suoi commensali, cercando di ricreare profumi, sapori che nutrano partendo dal cuore.