Pasta e primi, Vegan&co.

Gnudi toscani, e la mia personale comfort zone

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Gli gnudi toscani mi fanno pensare a quel tipo di persone gudoriose che leccano le ciotole con l’impasto ancora crudo, che mangiano il ripieno del cannolo alla crema, che spaccano a metà gli Oreo e ne mangiano il centro.

Insomma quel genere di golosi che vanno diretti al punto del massimo piacere.DSC_0315

Ecco gli gnudi quindi, ovvero il ripieno senza l’involucro.

Così semplice, così perfetto.

Una vera coccola, un premio.

Almeno così lo vedevo da piccola, quando gli gnudi li faceva la nonna Anna.

E perché il goloso non si fa mai mancare nulla, gli gnudi si servono con burro e salvia, e tutti noi sappiamo che come diceva Julia Child non c’è niente al mondo migliore del burro.

La ricetta di casa è poi quella del fido Artusi, che io vi riporto quasi fedelmente.
Quasi, perché io utilizzo spinaci e non biete.

La ricette di Artusi è la numero 97, chiamata Ravioli, ma vi garantisco che sono gli gnudi.

DSC_0309Ingredienti

Ricotta, grammi 300 ( per 4 persone consiglio 500 gr)
Parmigiano grattato, grammi 50  ( che io ho aumentato a 100)
Uova, N 2
Bietola cotta, quanta ne sta in un pugno ( io faccio 500gr di spinaci)
Odore di noce moscata e spezie

Per il procedimento dice Artusi:

La ricotta passatela, e se è sierosa strizzatela prima in un tovagliuolo.
La bietola ( o gli spinaci n.d.r.)  nettatela dai gambi, lessatela senz’acqua, strizzatela bene e tritate la fine colla lunetta.
DSC_0318Fate un impasto di tutto, prendete il composto a cucchiaiate e mettendo sopra a della farina, che avrete distesa sulla spianatoia, avvolgetelo bene dandogli la forma tonda e bislunga delle crocchette. Con questa dose farete circa due dozzine di ravioli.
Per cuocerli gettarli in acqua, non salata, che bolla forte e levateli colla mestola forata perché restino asciutti.
Conditeli o col sugo o a cacio e burro e serviteli per minestra o per contorno a un umido di carne.
Siccome la cottura ne è sollecita, bastando che assodino, cuoceteli pochi alla volta onde non si rompano.

Aggiungo io: fatene delle quenelle servendovi di due cucchiai e al burro fuso aggiungete qualche foglia di salvia.