Cose da Foodies, Storie

Quando la motivazione per perseguire una passione viene da un topolino

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Ratatouille è indubbiamente un film di animazione di quelli che conquistano anche gli adulti, e il motivo è, secondo me, la scrittura.

Sono alcuni dialoghi, memorabili, che colpiscono.
La storia del topolino francese che vuol cucinare, e trova nel pasticcione sguattero di cucina, il perfetto alter ego, è romantica, allegra e ovviamente, a lieto fine.
“Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare!” e anche: “Tutti possono cucinare.” 
”  L’alta cucina non è una cosa per i pavidi, bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero, chiunque può cucinare ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.”
Questi alc
uni dei concetti del film.
Infine, e qui si va a parlare di donne in cucina, in un mondo dove gli uomini
spesso la fanno da padroni, la coraggiosa Colette, e il suo sfogo, che racchiude tutto lo sforzo di emergere per la propria passione.
Un paio di curiosità: i realizzatori hanno creato più di 270 cibi diversi al computer. Ognuno di essi è stato progettato e preparato in una vera cucina, per poi essere fotografato e usato come riferimento. Infine, è stato mangiato.
Per prepararsi adeguatamente alla lavorazione di Ratatouille e approfondire la loro conoscenza culinaria, il regista Brad Bird e il produttore Brad Lewis hanno entrambi passato diverse ore a frequentare i
corsi di cucina al ristorante di Thomas Keller ‘French Laundry’ nella Napa Valley, oltre ad aver visitato numerosi ristoranti rinomati di Parigi. Brad Lewis ha anche completato uno stage di due

giorni nella cucina del French Laundry, lavorando con Keller e la sua squadra.

Il consiglio: fate come Remy, un grappolo d’uva fragrante, un buon formaggio francese e vino rosso.
Gustatevi così, la visione.
foto e notizie dal web