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Cose da Foodies, Eventi, Il Casato filo della Rosa, La Onlus

Expo è finito, viva Expo

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Expo è finito.
Sui social i protagonisti si salutano come alla fine di un lungo campeggio.
Anche noi vogliamo salutare Expo come si conviene, avendone fatto parte.
Il progetto dedicato alle donne WE Women for Expo è stata per noi un’esperienza arricchente, soprattutto a livello umano.
Un’avventura cominciata per noi, Petronille di Casato filo della Rosa Onlus, a aprile 2014, con la Fondazione Mondadori.
Il Casato si occupa da sempre di inclusione sociale, soprattutto nei confronti di donne e minori.
Quindi aderire a WE Women for Expo è stato naturale.
Diventare Ambassador un onore.
Ci abbiamo creduto da subito, e da subito è stato chiaro come avremmo contribuito a questa rete di donne che nel mondo avrebbero condiviso la propria memoria per “mettere a tavola” il mondo. Continua a leggere…

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#WeEatTogether, la Call Action di WE Women for Expo

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Prende il via da oggi, e fino al 10 giugno WE Women ci mette a tavola su Instagram.
Ovviamente la Tavola del Mondo del Casato filo della Rosa costruita dal Progetto Petronilla per Expo 2015 ne farà parte, quindi seguiteci sia con l’ hastag ufficiale #WeEatTogether sia #ProgettoPetronilla.
Ecco le info dal sito di WE Women:

“WeEatTogether è una Call to Action fotografica di WE-Women for Expo progettata dal team Social Media di Expo 2015 in collaborazione con Instagramers Italia e le organizzazioni del Terzo Settore coinvolte nell’Esposizione Universale di Milano.
La sfida è richiamare l’attenzione intorno a pratiche alimentari, quotidianità e tradizioni, pensando al nutrimento come momento di relazione e condivisone, ma anche di riflessione e consapevolezza.

Il traguardo della call è un atlante macro-sociale, in cui la community internazionale di Instagram documenta e condivide fotogrammi di interazione tra luoghi, cibo, individui per raccontare chi siamo, come, dove e con chi ogni giorno ci relazioniamo.
Una rete globale che racconta componenti ambientali, economiche, storiche e sociali legate al mangiare insieme, la più universale delle relazioni.

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Da La Voce di New York, i rigatoni con la pajata, da Fabiana Gargioli, e un ricordo di nonno Armando

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Tra i tanti ristoranti turistici del centro, ce n’è uno che piace anche agli esigenti romani. Fabiana Gargioli, terza generazione di Armando al Pantheon racconta, al Casato Filo della Rosa per il progetto Petronilla, ricordo e ricetta dei rigatoni alla pajata come li faceva suo nonno…

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Da La Voce di New York, i cavatelli di grano arso di Cristina Bowerman, ricetta della vita

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All’interno del Progetto Petronilla per WE – Women for Expo, abbiamo cercato di raccogliere diverse voci e anime, dalla scrittrice famosa, alla blogger della porta accanto, giornaliste, ma anche donne comuni, grandi chef, ma anche mamme di famiglia, donne che non hanno mai lasciato neppure il proprio paese e, spero presto, anche voi, donne d’oltroceano. Quelle che sono nate all’estero ma della nostra Italia portano nel cuore i racconti e quelle che l’Italia l’hanno lasciata ma la portano a tavola ogni giorno a figli e nipoti.
Oggi vorrei raccontarvi la storia di una chef famosa, una nostra amica, una che ha fatto anche il viaggio di ritorno. Cristina Bowerman, la chef stellata di Glass Hostaria di Roma, infatti, è partita da Cerignola, è arrivata in America, ma poi è tornata in Italia. Ed ora ci aiuta e sostiene il Progetto Petronilla.
Comincia così il nuovo pezzo su la Voce di New York, buona lettura.
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Meno 100 a Expo, e allora parliamone

Mancano poco meno di 100 giorni all’inaugurazione di Expo 2015, e il fermento intorno a questo evento è crescente.
Oggi vorrei segnalarvi due realtà web per le quali sto rapidamente sviluppando dipendenza.
La prima è Exponet, che è un vero e proprio magazine su l’Expo di Milano.
Firme interessanti, come interessanti sono gli articoli, divisi in sezioni: LifeStyle, Cultura, Sostenibilità, Innovazione, Economia e Gusto.
Io navigo particolarmente la sezione di LifeStyle, sulla quale ho ad esempio trovato questo bell’articolo che racconta di intolleranze e natura. Bella anche la sezione cultura, e in questo caso vi segnalo questo percorso tra cibo e arte, “Il cibo nell’arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol”.

Infine, non si tratta di un sito ma c’entra con Expo. E’ un video, si chiama Italy, the Extraordinary Commoplace, e si fonda sui luoghi comuni grazie ai quali siamo noti nel mondo. Io l’ho trovato straordinario. Continua a leggere…

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Tradizione povera e antica memoria, la trippa alla romana, da Joe Bastianich alla Sora Lella, passando per New York

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Uno dei libri a tema food più interessanti, di questa stagione, è certamente Giuseppino, che Joe Bastianich, limprenditore italo americano, vera celebrity negli States, quanto in Italia, ha scritto in collaborazione con Sara Porro.
I Bastianich rappresentano, in modo esemplare, la parabola vincente di una cultura del cibo esportata con successo dallItalia a Ny.
Ma, se la storia dei Bastianich è risaputa e ampiamente sotto i riflettori di tutto il mondo, alcune sensazioni e ricordi che Joe racconta nel suo libro, sono più intime, e forse più vicine alle storie di tanti italo americani e immigrati.
Uno degli aneddoti che più colpisce è un caleidoscopio di ricordi tattili, olfattivi e visivi, poetico e comico al tempo stesso.
Joe e il panino con la trippa.

Joe che vorrebbe un omologatissimo americanissimo e aggiungerei sacrosanto sandwich al burro darachidi, e si ritrova ad aprire un panino unto e strabordante.

Trippa. Joe che vorrebbe integrarsi con i coetanei newyorkesi e odia profondamente quel modo così ostentato di essere italiani, quel cibo che gli sembra così grossolano, così poco moderno. Continua a leggere…

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Speciale Natale, perdonate l’eccesso di zucchero

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Oggi mi è venuto in mente un famosissimo film di Natale, per me il film di Natale, un film in bianco e nero, del 1946, così a volte melenso da farti sentire lo zucchero in eccesso.

La vita è meravigliosa, racchiude tutti i buoni sentimenti possibili, la speranza, l’ardore tipici di una Hollywood concentrata a rendere migliore tutti, in tutto il mondo. 
E tuttavia Frank Capra però non fa prediche, non fa retorica, racconta una favola.
Insomma, il mio film di Natale preferito. 
Dice Clarence l’angelo che deve guadagnarsi le ali: ” Strano, vero? La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto. “
E questa piccola frase mi ha fatto pensare al Progetto Petronilla, che senza l’apporto straordinario delle vite di tante tante persone che man mano si sono unite a noi, sarebbe solo un bellissimo progetto vuoto.
Siamo arrivati al nostro primo Natale, e non posso far a meno di pensare alle meravigliose esperienze, agli incredibili essere umani che ci hanno circondato.

Questo è un grazie, un grazie a tutti, donne, uomini, grandi chef, giornalisti, bloggers, scrittrici, cuoche e cuochi professionisti ma anche di casa, studenti e insegnanti, pasticcere e panificatori, ma soprattutto esseri umani che amano, e siccome amano rendono il cibo che producono, le parole che scrivono, i gesti che fanno, dei doni unici e preziosi.

Ecco, vedete lo zucchero ha contagiato irrimediabilmente anche questo post, ma non fa niente, giusto?

E’ Natale, e la Vita è Meravigliosa.
 


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WE Women for Expo, un’ ambassador stellata, e le sue regole per osare. Cristina Bowerman

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Cristina Bowerman è una forza della natura, e incasellarla in definizioni sarebbe scontato e inadatto al personaggio.
Perchè la sua carriera è un film d’avventura, fatta di opportunità create da lei stessa. Dalla carriera legale al trasferimento a San Francisco, e la folgorazione per la cucina.
Studio.
A leggere la sua Bio, e la sua Daily Routine , la parola studio emerge prepotente ed è la parola d’ordine.
Una vera secchiona, dunque, che passa dalla laurea in giurisprudenza, agli studi matti di cucina, con i quali doma la passione per ingredienti e materie prime.
Disciplina ferrea e perfetta conoscenza delle basi sono le regole che resteranno impresse nei suoi futuri lavori.
Ogni volta che arriva a meta, ricomincia a studiare.
Ogni volta riparte dalla conquista appena raggiunta.
Nel 2005 arriva a Roma, Trastevere, Glass Hostaria, locale al quale c’è bisogno di dare un’anima, e lei gliela da.
Siccome non di solo pane vive l’uomo, e neanche la donna, al Glass trova anche l’amore, e dopo un pò arriva un figlio.
E per il principio di cui sopra, per cui Cristina macina mete come se non ci fosse un domani, colleziona anche tre forchette del Gambero Rosso, una stella Michelin, un nuovo locale, Romeo.
Cristina è definibile? Continua a leggere…

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We – Women for Expo, il sito, le Ambassador, le prime ricette della vita

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Il primo luglio 2014 è finalmente partito il sito internet del progetto We – Women for Expo, il grande progetto tutto al femminile che ha come Mission ” promuovere il confronto sui temi dell’alimentazione attraverso quattro progetti dedicati, quattro iniziative volte a costruire un percorso di consapevolezza proiettato verso il futuro, a partire dai contributi delle donne di tutto il mondo, ciascuna con la sua esperienza, la sua storia, la sua creativita.”
Sul sito potrete trovare i progetti, le Ambassador, le ricette per la Vita, le news, gli appuntamenti.
Potete seguire tutte le iniziative inerenti a We, anche qui sul blog e sulla pagina FB, soprattutto per quello che riguarda gli eventi del Casato Filo della Rosa che con il Progetto Petronilla per Expo 2015, sta condividendo sul territorio romano il Network di We Women for Expo.

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Petronilla, una questione di femminismo pratico, di maionesi senza uova e cioccolate in tazza senza cioccolata.

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Questa storia avrebbe potuto essere la trama di un film, di quelli ancora in bianco e nero, con personaggi belli e popolari, un giovane Mastroianni, la bella Mangano, Aldo Fabrizi per la parte comica.

Un film borderline, un pò neorealismo e un pò commedia.

De Sica avrebbe potuto girarlo, con maestria e poetica spavalderia.

Ma come tutte le storie più belle e più strane, questa è una storia vera.

Amalia Moretti Foggia figlia di farmacisti, indomita e caparbia, terzo medico donna in Italia.

 

Negli anni Venti il direttore de «La domenica del corriere», Carlo Zanicotti, la invita a tenere sulla rivista una rubrica di consigli medici. La Foggia Moretti accetta e comincia la sua attività di divulgatrice sotto lo pseudonimo di Dottor Amal. Sempre sullo stesso giornale avrebbe poi tenuto altre rubriche: «Tra i fornelli», in cui, dispensava ai lettori ricette per una sana alimentazione, e «La massaia scrupolosa», attraverso la quale impartiva consigli per una economia domestica «positiva».

E non solo come  Dott. Amal. 

Quando finalmente si libera dello pseudonimo maschile, la nostra Amalia si fa autoironica, e forse ispirandosi alle strisce del Corriere dei Piccoli, sceglie il nome di Petronilla. 
Ma sì, la nostra Petronilla, è lei. Parliamo proprio dell’ispiratrice del nostro “Progetto Petronilla”.
Medico, naturalista, femminista, scrittrice, e food blogger. Continua a leggere…
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