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Gilmore Girls night, il menù e il mio spiegone definitivo sul cerchio della vita

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gilmore-girls-n1E’ passata una settimana. Le ragazze, le Gilmore Girls sono tornate nelle nostre vite dopo 10 anni e dopo 10 anni
Amy Palladino ha chiuso il cerchio della vita con quelle che sono ormai a tutti note come le ultime 4 parole.

La mia è stata una serata intensa e impegnativa, perchè in onore delle ragazze Gilmore ho cucinato un intero menù tratto dal bellissimo libro di Kristi Carlson ” Eat like a Gilmore”.

Ne ho parlato per giorni, ci ho ragionato molto, volevo scegliere pietanze davvero significative, e di impatto emotivo, oltre che gastronomico.

Ecco dunque l’antipasto, le deviled eggs, le uova che finiranno dritte dritte sulla macchina di Jess.

La Autumn Sangria, dal compleanno di Rory.

Il magico risotto di Sookie e il Patti Melt, il panino preferito di Kirk.

Per concludere le Lemon Mini Cake Bundt, le tortine al limone servite a casa Gilmore.

E tanto caffè, per fare nottata e tante caramelle gommose e patatine a gusti improbabili.

Come se ci fossimo appena lasciate le Gilmore Girls e la loro stramba città sono ancora lì, e Amy Sherman Palladino ha fatto un lavorone per rendere questo ritorno a casa più che memorabile.

Questo post è il mio spiegone definitivo, in 5 comodi punti:

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Cose da Foodies, Ricette, Storie

Se sapessi cucinare, ecco cosa cucinerei da Amelie alla cuoca del Presidente

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Nella mia vita di non-cuoca e di blogger per caso ci sono molti dubbi e poche certezze.

Ma quelle sono granitiche, e alcune di esse da qui in poi le chiamerò ” i piatti che vorrei saper cucinare se cucinassi”.
Se fossi una delle mie adorate Petronille, quelle brave che spadellano felici di farlo, vorrei saper cucinare la creme brulè di Amelie.
Aiuterebbe anche essere Audrey Tatou, ma basterebbe la creme brule citata nel film del 2001.
Una giovane ragazza con un gusto pronunciato per i piccoli piaceri della vita: immergere la mano in un sacco di legumi, spaccare la crosticina di una creme brulée con la punta del cucchiaino e far rimbalzare sassi sull’acqua del Canal Saint Martin”
Un altro cibo iconico che vorrei saper cucinare?
La Cherry pie di Twin Peaks, non mi importa di sapere chi ha ucciso Laura Palmer, io vorrei solo sfornare alla perfezione quella torta, la crosta dorata e il ripieno rossissimo, la preferita dell’agente Cooper: perfetta con caffè nero bollente.

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Cose da Foodies, Storie

Heartburn, un film d’amore condito dalle ricette di Nora Ephron

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Heartburn: Affari di Cuore, da un libro di Nora Ephron.
Premessa: non E’ un film sul cibo e quindi sembrerà fuori luogo, in questa rubrica che parla di cibo e cultura.
Ma, c’è un ma.
La protagonista è una giornalista enogastronomica, interpretata da Meryl Streep, il soggetto porta la straordinaria firma di Nora Ephron, ed è basato parzialmente sulla storia vera del suo matrimonio con l’altrettanto noto giornalista Carl Bernstein.
Bonus extra? Il marito di Meryl è Jack Nicholson. Con espressione allucinata doc.
E quindi.
La scrittura brillante di Nora la farà vivere per sempre, con i suoi libri, i suoi film e le sue ricette.
Il film parla della parabola tragicomica di un matrimonio destinato a fallire, ma solo da poco, forse avendo saputo i retroscena gastronomici di Nora, ho fatto caso al cibo, e all’importanza che gli viene data nelle scene principali del film.
Rachel/Meryl che cucina spaghetti dopo la prima notte insieme.

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Cose da Foodies, Storie

Il linguaggio del cibo negli starordinari video di Elisia Menduni

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Cercare di comprendere chi comunica il cibo. Come. Con quale linguaggio. Giornalisti, blogger, scrittori, chef, gastro appassionati, fotografi, divulgatori scientifici, ognuno con la propria cifra stilistica, ognuno con la propria peculiarità e il proprio fine.

La video ricetta di un blog nazional popolare ha una valenza, che può piacere o far storcere il naso, ma ce l’ha.
Un articolo di Stefano Bonilli su una Roma che non c’è più, è un racconto di cibo, ma anche lo spot che utilizza una poesia di Neruda, per quanto operazione commerciale lo è.
Tutti, dalla massaia video blogger, al fine giornalista gastronomico, ci raccontano quanto il cibo è cultura nella nostra esistenza.
E’ storia, è ricordo, è economia, è vita, convivialità, è forza.
una foto, un video poi raggiungono tutti ancor prima delle parole, perchè è innegabile che non tutti trovano lo setsso appeal nella scrittura.
Io personalmente sto affrontando questo viaggio nel food con la massima apertura cercando di leggere tutti e guardare tutti, ma ovviamente per quello che riguarda la mia personale scrittura ho dei modelli, in particolare, che sono Stefania Barzini, Elisia Menduni e Stefano Bonilli.

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Quando la motivazione per perseguire una passione viene da un topolino

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Ratatouille è indubbiamente un film di animazione di quelli che conquistano anche gli adulti, e il motivo è, secondo me, la scrittura.

Sono alcuni dialoghi, memorabili, che colpiscono.
La storia del topolino francese che vuol cucinare, e trova nel pasticcione sguattero di cucina, il perfetto alter ego, è romantica, allegra e ovviamente, a lieto fine.
“Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare!” e anche: “Tutti possono cucinare.” 
”  L’alta cucina non è una cosa per i pavidi, bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero, chiunque può cucinare ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.”
Questi alc
uni dei concetti del film.
Infine, e qui si va a parlare di donne in cucina, in un mondo dove gli uomini
spesso la fanno da padroni, la coraggiosa Colette, e il suo sfogo, che racchiude tutto lo sforzo di emergere per la propria passione.
Un paio di curiosità: i realizzatori hanno creato più di 270 cibi diversi al computer. Ognuno di essi è stato progettato e preparato in una vera cucina, per poi essere fotografato e usato come riferimento. Infine, è stato mangiato.
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A cena con un regista per il quale “la sceneggiatura va cucinata”

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Questa sera metto a cena un regista e la sua passione per il cibo.
Questa sera ci riuniamo e ceniamo alla salute di Ferzan Ozpetek e del suo amore per la tavolata, luogo di lacrime e risate, di conflitti e confessioni.
Perchè ci sono sempre tavolate di amici, o di famiglia, nei film di Ferzan, c’è sempre cibo vero e vino, ad accompagnare le sue storie, proprio come nella vita reale.
Ferzan, che è anche un bravo cuoco, sa che un sottile filo lega cinema e cibo. E lo spettatore percepisce la sua passione in ogni fotogramma, il cibo è trattato come un protagonista da rendere nel profilo migliore.

Si racconta di pasti curati e ingredienti di qualità, al posto dei soliti cestini, per i set del regista turco.
Ecco il mio personalissimo menù, se volete, cenate con me.
Antipasto, gli arancini di Saturno Contro.
La bellissima scena di vita quotidiana di una coppia, uno cucina, l’altro che passa vicino ai fornelli.
Ci si imbocca, si ruba l’arancino ancora bollente, si assaggia.
Primo, le ruote pazze di Mine Vaganti.
Nel film la famiglia protagonista possiede un antico pastificio, e l’omaggio del regista, alla pasta, nelle scene in cui la mostra uscire dalle trafile calda, e stesa ad asciugare negli essiccatoi.
Classica la ricetta salentina, che non mancava mai sul set, “Ciceri e Tria”, e pare gli attori non riuscissero a smettere di mangiarla. Continua a leggere…

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Invito a cena con delitto, ci ospitano due signore del giallo

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Ci sono psichiatri di fama mondiale, di elevatissima caratura, che tornati a casa si rilassano guardando soap opera.

Ci sono serissime manager che nell’armadio del loro studio, contro il grigio della più monotona giornata di transazioni finanziarie, tornate a casa, custodiscono incredibili collezioni di Barbie.
Abilissimi chirurghi appassionati di tango argentino. Famosi attori teatrali pazzi per i tarocchi.
E poi ci sono scrittrici di gialli, che messa in stampa l’ultima fatica letteraria, abbandonati crimini e delitti, riversano tutta la loro creatività in cucina.
Coltelli lunghi e affilati, pesanti mortai e vigorosi mattarelli, non armi in mani a feroci assassini, ma gli strumenti delle brave cuoche.
Il rapporto tra cibo e Crime è sottile, pensateci: il grande Hitchcok era un goloso patologico, amante del patè e delle caramelle.
Ed è curioso che due delle più grandi scrittrici di gialli siano delle cuoche provette.
Agatha Christie, la regina del giallo, amava cucinare e amava inserire nei suoi libri scene di pranzi, cene, e spesso ” uccideva” con il cibo.
Il suo investigatore più famoso, Hercule Poirot era un amante del buon cibo, e un raffinato gourmand.
Si racconta che soprattutto, Agatha, amasse cucinare soprattutto piatti della cucina tradizionale inglese.
E allora via di stufato di agnello, cherry crust e la creme caramel.
Canapè che accompagnano il tea time, i sontuosi breakfast e i pittoreschi pic nic di Miss Marple.
L’altra insospettabile cuoca è Patricia Cornwell, la ” mamma” di Kay Scarpetta, l’anatomopatologa che ha sdoganato le indagini scientifiche.

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Walter Mitty, il film che non ti aspetti da Ben Stiller e una fetta di sogno all’arancia

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I cinefili seri sanno dirti il nome tecnico di quel modo di fare una ripresa.
Citano con nonchalance i direttori della fotografia più influenti dell’ultimo decennio.
Ricordano i vincitori dei Festival di ogni parte del mondo.
Poi ci sono quelle che hanno nel cuore talmente tanti sogni, che la propria vita non basta, ne servono mille altre, e allora per loro c’è il cinema.
Non sono intenditori raffinati,  ma neanche spettatori acritici, anzi.
Il cinema per un sognatore è una comfort zone, e non ci si accontenta di un cinepanettone.
Hanno gusti trasversali, dal film d’autore al bel polpettone romantico, all’occorrenza.
Così, capita, che queste affinità elettive si incontrino, e sentirle parlare può essere nell’ordine, pura poesia o un totale delirio.
Perchè non è detto che di un film di Ozpeteck abbiano per forza colto il valore di una carrellata, ma ti sanno dire quanto il cibo sia predominante nei momenti più critici di ogni suo film.
Farsi il taglio di capelli di Amelie. 
Girare per King’s Cross alla ricerca del binario 9 e 3/4.
Si fanno condizionare, piccole romantiche, al punto da cercare per mesi la ricetta della Clementine Cake, di Walter Mitty.

“Walter Mitty lavora da una vita per Life, è l’archivista dei negativi e quindi del tesoro fotografico della rivista.
 Quando arriva la notizia della chiusura della versione cartacea a favore di quella online (notizia data da un team di biechi ed ignoranti rottamatori incaricati di operare la transizione) si pone il problema della copertina dell’ultimo numero. C’è una foto che il più grande fotografo del mondo ha inviato alla rivista definendola come “perfetta” ma nessuno l’ha vista perchè il negativo non si trova. Sarà proprio Walter Mitty, che non è mai uscito dalla sua città e che è più abituato a vivere nei suoi iperbolici sogni che nella realtà, a doversi muovere per andare alla ricerca dell’avventuroso fotografo e del suo negativo in alcuni dei luoghi più incredibili del pianeta.”

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Chocolat, la rivoluzione al gusto di cioccolato. «One taste is all it takes.»

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La cioccolata calda, speziata al peperoncino.
Triangoli al pepe. Capezzoli di Venere. La torta di Vianne. Scorzette d’arancia e mandorle. Conchiglie ripiene.
Vianne gira una ruota azteca, ti invita a guardarci dentro, e dentro a quello che vedi, lei trova il cioccolato giusto per te.
Anni ’50: l’ arrivo della misteriosa “artista del cioccolato” Vianne Rocher (Juliette Binoche ) rivoluziona le tranquille vite degli abitanti di un paesino guidato da un conte bigotto. 
Juliette – Vianne, bellissima e sensuale, guida la sua rivoluzione del cioccolato risvegliando sensi e velleità in ciascun abitante, preparando dolci e praline, di cui ti sembra di sentire il profumo in ogni scena.
La storia d’amore con lo zingaro del fiume, un Johnny Depp al naturale (come e’ sempre più difficile vederlo), una Judy Dench strepitosa come sempre, che legge l’Antologia di Spoon River al nipotino ritrovato.


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Cose da Foodies, Storie

Julie&Julia, ovvero “Se hai paura del burro usa, la panna”

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chocolate-1121356_960_720Metti insieme 4 donne straordinarie, profondamente diverse. Metti Parigi, che ci sta sempre bene, così come il glamour retrò di cappottini anni 50, completati da guanti e cappellino.
Metti il cibo, quello buono, insieme alla generazione 2.0, quella dei blog e dei social.
Metti infine, insieme, due libri, uno pubblicato dopo mille peripezie , nel 1961, l’altro a seguito di un successo inaspettato, nel 2005.
Adesso racchiudi tutto in un’esperienza di 123 minuti.Julie&Julia è un film del 2009 scritto e diretto da NoraEphron con Amy Adams e Meryl Streep, tratto dai libri Julie & Julia. 365 giorni, 524 ricette, una piccola cucina di Julie Powell e My Life in France di Julia Child e Alex Prud’homme.

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