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Carne e pesce, Pasta e primi, Ricette

Gli spaghetti di Lilli e il Vagabondo

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giphyPolpette e spaghetti, un’aberrazione, un cibo da cani innamorati, un comfort food, una tradizione italo americana che affonda nei primi del ‘900.

La storia degli spaghetti meatballs sa di leggenda metropolitana: gli americani sono convinti che si tratti di un piatto tipico italiano, gli italiani generalmente inorridiscono, e parlano di falsa tradizione.

Le origini allora, ci si da un gran da fare, a cercarle tra motivazioni sociologiche ed economiche e nella storia degli emigranti dei primi del ‘900.

Avevano pochi mezzi, e in buona sostanza si trovarono ad assemblare la carne macinata per farne polpette e pasta al pomodoro.

Ok, ok, scusate però, prima obiezione: a casa mia le faceva la mia nonna, e per quanto mi piacerebbe avere un’avventurosa storia di va e vieni dagli States, alla Bastianich, i miei avi vicini e lontani provengono tutti ma proprio tutti dalla provincia di Siena.

 

dsc_0307Toscanitudine inside.

Non ho spiegazioni turbinanti in merito, anche se la mia fantasia potrebbe creare romantiche storie di soldati americani che attraversano i paesi lasciando dietro di loro ricette fantasiose di spaghetti e polpette.

Fatto sta che se trovo un buon macinato, e non ho sbatty di fare il ragù, o sono triste e ho voglia di coccolare qualcuno, ecco comparire magicamente gli spaghetti di Lilli e il Vagabondo. Continua a leggere…

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Da la Voce di Ny il nostre speciale Buona Pasqua!

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Il menù perfetto per una Pasqua all’italiana:  4 ricette di 4 donne da 4 regioni

Una raccolta di ricette de quattro diverse regioni italiane, proposte dalle donne del progetto Petronilla accompagnate da un ricordo personale. Un menù completo che ci fa fare il giro d’Italia per comporre una ricca tavola di Pasqua, all’insegna della tradizione, dalla colazione al dolce

“Arriva la Pasqua e non c’è casa italiana che non sia pervasa dai profumi dei preparativi del menù protagonista della tavolata che domenica riunirà le famiglie. Da Nord a Sud le tradizioni della colazione e del pranzo sono radicate e varie, somiglianti e allo stesso tempo diversificate non solo nei territori, ma anche da famiglia a famiglia. Quella che segue è una raccolta di ricordi e ricette pasquali delle nostre Petronille, donne romane, me con provenienze regionali diverse, che propongono il loro menù per festeggiare a tavola una Pasqua all’italiana. Un giro d’Italia per comporre una ricca tavola pasquale che parte dalla colazione marchigiana di Laura, per passare alla zuppa abruzzese di Paola, all’abbacchio e alle puntarelle in vero stile romanesco di Barbara, e si conclude con l’opulenza dei dolci siciliani, di Silvia.”

Qui l’articolo completo, tanti auguri dalle Petronille!
 
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Da La Voce di New York, i rigatoni con la pajata, da Fabiana Gargioli, e un ricordo di nonno Armando

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Tra i tanti ristoranti turistici del centro, ce n’è uno che piace anche agli esigenti romani. Fabiana Gargioli, terza generazione di Armando al Pantheon racconta, al Casato Filo della Rosa per il progetto Petronilla, ricordo e ricetta dei rigatoni alla pajata come li faceva suo nonno…

Continua a leggere…

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Da La Voce di New York, i cavatelli di grano arso di Cristina Bowerman, ricetta della vita

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All’interno del Progetto Petronilla per WE – Women for Expo, abbiamo cercato di raccogliere diverse voci e anime, dalla scrittrice famosa, alla blogger della porta accanto, giornaliste, ma anche donne comuni, grandi chef, ma anche mamme di famiglia, donne che non hanno mai lasciato neppure il proprio paese e, spero presto, anche voi, donne d’oltroceano. Quelle che sono nate all’estero ma della nostra Italia portano nel cuore i racconti e quelle che l’Italia l’hanno lasciata ma la portano a tavola ogni giorno a figli e nipoti.
Oggi vorrei raccontarvi la storia di una chef famosa, una nostra amica, una che ha fatto anche il viaggio di ritorno. Cristina Bowerman, la chef stellata di Glass Hostaria di Roma, infatti, è partita da Cerignola, è arrivata in America, ma poi è tornata in Italia. Ed ora ci aiuta e sostiene il Progetto Petronilla.
Comincia così il nuovo pezzo su la Voce di New York, buona lettura.
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Tradizione povera e antica memoria, la trippa alla romana, da Joe Bastianich alla Sora Lella, passando per New York

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Uno dei libri a tema food più interessanti, di questa stagione, è certamente Giuseppino, che Joe Bastianich, limprenditore italo americano, vera celebrity negli States, quanto in Italia, ha scritto in collaborazione con Sara Porro.
I Bastianich rappresentano, in modo esemplare, la parabola vincente di una cultura del cibo esportata con successo dallItalia a Ny.
Ma, se la storia dei Bastianich è risaputa e ampiamente sotto i riflettori di tutto il mondo, alcune sensazioni e ricordi che Joe racconta nel suo libro, sono più intime, e forse più vicine alle storie di tanti italo americani e immigrati.
Uno degli aneddoti che più colpisce è un caleidoscopio di ricordi tattili, olfattivi e visivi, poetico e comico al tempo stesso.
Joe e il panino con la trippa.

Joe che vorrebbe un omologatissimo americanissimo e aggiungerei sacrosanto sandwich al burro darachidi, e si ritrova ad aprire un panino unto e strabordante.

Trippa. Joe che vorrebbe integrarsi con i coetanei newyorkesi e odia profondamente quel modo così ostentato di essere italiani, quel cibo che gli sembra così grossolano, così poco moderno. Continua a leggere…

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Da oggi le Petronille anche sulla Voce di New York

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Questo Natale, noi Petronille non smettiamo di ricevere regali. Questo ce l’ha portato Santa Claus, arriva da NY, tramite il quotidiano online La Voce di NY e ci colma di gioia. Comincia così una collaborazione che ci onora e emoziona.
Qui il primo articolo, scritto per le Petronille da una ispiratissima Stefania Barzini.
“Questa è una delle ricette tradizionali raccolte all’interno del Progetto Petronilla. Il progetto parte da Roma ma ha l’ambizione di viaggiare nel mondo, non solo in altre città e centri italiani, ma anche all’estero.
Raccogliendo le ricette delle donne del mondo, il progetto Petronilla punta a creare un ricettario internazionale e tutto al femminile, con un occhio al passato ma anche uno slancio verso il presente e il futuro. Le ricette raccolte verrano poi presentate a Milano in occasione di Expo 2015.  Ma il capologuo lombardo sarà solo una delle tappe: le “Petronille” sono già in viaggio e hanno iniziato a sviluppare progetti simili a quello romano in Bielorussia, a New York e a Barcellona. E ora, attraverso La VOCE di New York chiedono anche alle donne italiane negli States e alle italo americane di condividere le proprie ricette inviandole a redazione@lavoceny.com o a casatofilodellarosa@gmail.com. Le proposte migliori verranno pubblicate su La VOCE di New York ed entreranno a far parte del ricettario delle Petronille nel mondo. “
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Da Ny, le follie di Halloween

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La scorsa settimana Alessia, inviata speciale, ha realizzato un reportage fotografico da New York, dove la festa più celebrata dopo il Natale, era al culmine dei preparativi.
Una carrellata di immagini che possono sembrarci incredibili, ma che io, amante di allestimenti decorazioni trovo invece irresistibili.
La nostra inviata speciale, poi ci ha fatto un regalo extra, un pellegrinaggio da Laura Maioglio, di Barbetta.
Godetevi le immagini, dal Chelsea Market.  
Si tratta di un mercato che occupa un intero isolato. Originariamente era una fabbrica di biscotti (è qui che ha visto la luce il primo dolcetto “Oreo”), oggi è considerata un capolavoro dagli appassionati di architettura. Ovviamente qui si trovano gli alimenti più freschi, più particolari, più ricercati: i muffin con la faccia di Obama, le aragoste, il sushi, l’olio italiano, il thè, la cioccolata pregiata, oltre che casalinghi specializzati negli utensili da cucina. Spesso nel corridoio che percorre tutto lo stabilimento ci sono musicisti e piccoli eventi che rallegrano il pranzo e lo shopping. 

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Quando la classe non è acqua. Anzi quando la classe e’ un buon bicchiere di Grignolino, e un piatto di fonduta. Laura Maioglio. Barbetta, Ny

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La prima volta che hai mangiato, non so, una sacher te lo ricordi? O la prima volta che hai cucinato un risotto alla milanese?
Ti ricordi la prima volta che hai assaggiato un piatto particolare?
La prima volta.
C’è un posto speciale, in una città da sogno, in cui festeggiare la prima volta e’ una tradizione.
Il ristorante Barbetta, a New York, classe 1906.
Si avete letto bene, non è un refuso.
Il più antico ristorante italiano a NY.
Il ristorante dei primati, fin dalla sua nascita, e che orgoglioso di questi li ricorda in una pagina dedicata, Barbetta Firts.
Nei primi anni, alla sua apertura, Sebastiano, il fondatore, e’ il primo a servire il risotto, la polenta, i funghi porcini e ad avere una macchina per il caffè espresso ( 1911). Continua a leggere…

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La ricetta del cuore di Marcella Hazan, pasta alla Busara

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Ingredienti (per 4 persone):
Aragosta viva (1 kg)
Olio extra vergine di oliva (1/3 di tazza)
Cipolla tritata finemente (2 tazze)
Aglio tritato (3 cucchiai)
Prezzemolo tritato (1/3 di tazza)
Vino bianco secco (mezzo bicchiere)
Pomodori pelati in scatola o pomodori freschi spellati (2 tazze)
Peperoncino (da dosare in base alle preferenze)

Come si prepara:

Sporzionare l’aragosta con un trinciapollo o un coltello affilato, dividendo la testa longitudinalmente i due pezzi e il corpo in 3 pezzi; rimuovere eventuali residui di guscio;

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Marcella Hazan, quando un piatto di tortellini cambia la vita

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Potremmo definirla la Julia Child italiana, Marcella Hazan, che con il suo “ the Classic italian cook book: the art of italian cooking and the italian art of eating” nel 1973, riesce a eguagliare la rivoluzione che aveva compiuto nel 1961,  in America la cucina francese di Julia.
Marcella arriva negli Stati Uniti da Cesenatico, dove insegna e vive con il marito, originario di NY.
Quando lui decide di rientrare, negli States, Marcella lo segue con i figli.
Il primo impatto con la “non-cucina americana” deve essere stato abbastanza traumatico, e Marcella, che non ha mai dedicato molto tempo alla tavola, decide, ricettari alla mano di cimentarsi in ricette semplici.
Il mondo del gusto e della memoria si apre al palato e al cuore: ogni nuova ricetta che tenta, e’ una scoperta di personale capacità e di inconsci ricordi di casa.
Parte una scuola di cucina casalinga, che nel tempo diventa una vera e propria Accademia.
La sua e’ una cucina semplice, solida, con capisaldi gli ingredienti italiani.
La svolta che la porta nel firmamento dei grandi chef?

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