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Il Trono di Spade è ricominciato, cuciniamolo insieme

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Il Trono di Spade è ricominciato questa notte.

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L’inverno è arrivato.

“Cala la notte, e la mia guardia ha inizio.”

Ecco, la notte è passata, ed anche la prima puntata della settima stagione del Trono di Spade ( che non spoilererò, perché sono una personcina tutta d’un pezzo).

Ma una cosetta c’è, che vorrei condividere con voi: un vero menù ispirato a questa serie straordinaria, e se ancora non avete visto la puntata, fatevi un regalo: organizzatevi per cucinare questa sera un menù degno di un re o regina, e che attraversa alcune regioni dei sette regni.

Per le ricette un doverosissimo grazie al blog The Inn at the Crossroads, nel quale ne troverete millemila di ricette ispirate al Trono di Spade, dove ho trovato tutto il necessario per organizzare questo menù.

Complice il caldo ho evitato tutte quelle pietanze succulente ma pesanti o che prevedevano l’uso massiccio del forno così come ingredienti improbabili o fuori stagione.

Ho quindi preparato:
  • la colazione a Winterfell
  • l’insalata di Sansa
  • le polpette di alce di Approdo del Re
  • i dolcetti al limone di Westeros

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Cose da Foodies, Storie

Il 2016 non mi è piaciuto, ma il mio BestNine2016 è bellissimo

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No, non mentirò, il 2016 è stato per me un anno particolarmente difficile e complicato.

Ma non voglio neanche che l’ultimo post di quest’anno sia deprimente e scialbo, così vi saluto, miei amatissimi lettori con una delle cose che mi ha più riempito di gioia ( e colore), cioè il mio IG.

Sul quale ho lavorato molto e del quale comincio ad essere davvero soddisfatta.

E il mio #BestNine2016 effettivamente racchiude un pò tutte le cose belle ( eh, qualcuno direbbe “ogni tanto una gioia”) di questa vita virtuale che condivido con voi! Continua a leggere…

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Cose da Foodies, Ricette, Storie

Se sapessi cucinare, ecco cosa cucinerei da Amelie alla cuoca del Presidente

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Nella mia vita di non-cuoca e di blogger per caso ci sono molti dubbi e poche certezze.

Ma quelle sono granitiche, e alcune di esse da qui in poi le chiamerò ” i piatti che vorrei saper cucinare se cucinassi”.
Se fossi una delle mie adorate Petronille, quelle brave che spadellano felici di farlo, vorrei saper cucinare la creme brulè di Amelie.
Aiuterebbe anche essere Audrey Tatou, ma basterebbe la creme brule citata nel film del 2001.
Una giovane ragazza con un gusto pronunciato per i piccoli piaceri della vita: immergere la mano in un sacco di legumi, spaccare la crosticina di una creme brulée con la punta del cucchiaino e far rimbalzare sassi sull’acqua del Canal Saint Martin”
Un altro cibo iconico che vorrei saper cucinare?
La Cherry pie di Twin Peaks, non mi importa di sapere chi ha ucciso Laura Palmer, io vorrei solo sfornare alla perfezione quella torta, la crosta dorata e il ripieno rossissimo, la preferita dell’agente Cooper: perfetta con caffè nero bollente.

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Cose da Foodies, Storie

Heartburn, un film d’amore condito dalle ricette di Nora Ephron

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Heartburn: Affari di Cuore, da un libro di Nora Ephron.
Premessa: non E’ un film sul cibo e quindi sembrerà fuori luogo, in questa rubrica che parla di cibo e cultura.
Ma, c’è un ma.
La protagonista è una giornalista enogastronomica, interpretata da Meryl Streep, il soggetto porta la straordinaria firma di Nora Ephron, ed è basato parzialmente sulla storia vera del suo matrimonio con l’altrettanto noto giornalista Carl Bernstein.
Bonus extra? Il marito di Meryl è Jack Nicholson. Con espressione allucinata doc.
E quindi.
La scrittura brillante di Nora la farà vivere per sempre, con i suoi libri, i suoi film e le sue ricette.
Il film parla della parabola tragicomica di un matrimonio destinato a fallire, ma solo da poco, forse avendo saputo i retroscena gastronomici di Nora, ho fatto caso al cibo, e all’importanza che gli viene data nelle scene principali del film.
Rachel/Meryl che cucina spaghetti dopo la prima notte insieme.

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A cena con un regista per il quale “la sceneggiatura va cucinata”

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Questa sera metto a cena un regista e la sua passione per il cibo.
Questa sera ci riuniamo e ceniamo alla salute di Ferzan Ozpetek e del suo amore per la tavolata, luogo di lacrime e risate, di conflitti e confessioni.
Perchè ci sono sempre tavolate di amici, o di famiglia, nei film di Ferzan, c’è sempre cibo vero e vino, ad accompagnare le sue storie, proprio come nella vita reale.
Ferzan, che è anche un bravo cuoco, sa che un sottile filo lega cinema e cibo. E lo spettatore percepisce la sua passione in ogni fotogramma, il cibo è trattato come un protagonista da rendere nel profilo migliore.

Si racconta di pasti curati e ingredienti di qualità, al posto dei soliti cestini, per i set del regista turco.
Ecco il mio personalissimo menù, se volete, cenate con me.
Antipasto, gli arancini di Saturno Contro.
La bellissima scena di vita quotidiana di una coppia, uno cucina, l’altro che passa vicino ai fornelli.
Ci si imbocca, si ruba l’arancino ancora bollente, si assaggia.
Primo, le ruote pazze di Mine Vaganti.
Nel film la famiglia protagonista possiede un antico pastificio, e l’omaggio del regista, alla pasta, nelle scene in cui la mostra uscire dalle trafile calda, e stesa ad asciugare negli essiccatoi.
Classica la ricetta salentina, che non mancava mai sul set, “Ciceri e Tria”, e pare gli attori non riuscissero a smettere di mangiarla. Continua a leggere…

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Invito a cena con delitto, ci ospitano due signore del giallo

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Ci sono psichiatri di fama mondiale, di elevatissima caratura, che tornati a casa si rilassano guardando soap opera.

Ci sono serissime manager che nell’armadio del loro studio, contro il grigio della più monotona giornata di transazioni finanziarie, tornate a casa, custodiscono incredibili collezioni di Barbie.
Abilissimi chirurghi appassionati di tango argentino. Famosi attori teatrali pazzi per i tarocchi.
E poi ci sono scrittrici di gialli, che messa in stampa l’ultima fatica letteraria, abbandonati crimini e delitti, riversano tutta la loro creatività in cucina.
Coltelli lunghi e affilati, pesanti mortai e vigorosi mattarelli, non armi in mani a feroci assassini, ma gli strumenti delle brave cuoche.
Il rapporto tra cibo e Crime è sottile, pensateci: il grande Hitchcok era un goloso patologico, amante del patè e delle caramelle.
Ed è curioso che due delle più grandi scrittrici di gialli siano delle cuoche provette.
Agatha Christie, la regina del giallo, amava cucinare e amava inserire nei suoi libri scene di pranzi, cene, e spesso ” uccideva” con il cibo.
Il suo investigatore più famoso, Hercule Poirot era un amante del buon cibo, e un raffinato gourmand.
Si racconta che soprattutto, Agatha, amasse cucinare soprattutto piatti della cucina tradizionale inglese.
E allora via di stufato di agnello, cherry crust e la creme caramel.
Canapè che accompagnano il tea time, i sontuosi breakfast e i pittoreschi pic nic di Miss Marple.
L’altra insospettabile cuoca è Patricia Cornwell, la ” mamma” di Kay Scarpetta, l’anatomopatologa che ha sdoganato le indagini scientifiche.

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Walter Mitty, il film che non ti aspetti da Ben Stiller e una fetta di sogno all’arancia

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I cinefili seri sanno dirti il nome tecnico di quel modo di fare una ripresa.
Citano con nonchalance i direttori della fotografia più influenti dell’ultimo decennio.
Ricordano i vincitori dei Festival di ogni parte del mondo.
Poi ci sono quelle che hanno nel cuore talmente tanti sogni, che la propria vita non basta, ne servono mille altre, e allora per loro c’è il cinema.
Non sono intenditori raffinati,  ma neanche spettatori acritici, anzi.
Il cinema per un sognatore è una comfort zone, e non ci si accontenta di un cinepanettone.
Hanno gusti trasversali, dal film d’autore al bel polpettone romantico, all’occorrenza.
Così, capita, che queste affinità elettive si incontrino, e sentirle parlare può essere nell’ordine, pura poesia o un totale delirio.
Perchè non è detto che di un film di Ozpeteck abbiano per forza colto il valore di una carrellata, ma ti sanno dire quanto il cibo sia predominante nei momenti più critici di ogni suo film.
Farsi il taglio di capelli di Amelie. 
Girare per King’s Cross alla ricerca del binario 9 e 3/4.
Si fanno condizionare, piccole romantiche, al punto da cercare per mesi la ricetta della Clementine Cake, di Walter Mitty.

“Walter Mitty lavora da una vita per Life, è l’archivista dei negativi e quindi del tesoro fotografico della rivista.
 Quando arriva la notizia della chiusura della versione cartacea a favore di quella online (notizia data da un team di biechi ed ignoranti rottamatori incaricati di operare la transizione) si pone il problema della copertina dell’ultimo numero. C’è una foto che il più grande fotografo del mondo ha inviato alla rivista definendola come “perfetta” ma nessuno l’ha vista perchè il negativo non si trova. Sarà proprio Walter Mitty, che non è mai uscito dalla sua città e che è più abituato a vivere nei suoi iperbolici sogni che nella realtà, a doversi muovere per andare alla ricerca dell’avventuroso fotografo e del suo negativo in alcuni dei luoghi più incredibili del pianeta.”

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Chocolat, la rivoluzione al gusto di cioccolato. «One taste is all it takes.»

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La cioccolata calda, speziata al peperoncino.
Triangoli al pepe. Capezzoli di Venere. La torta di Vianne. Scorzette d’arancia e mandorle. Conchiglie ripiene.
Vianne gira una ruota azteca, ti invita a guardarci dentro, e dentro a quello che vedi, lei trova il cioccolato giusto per te.
Anni ’50: l’ arrivo della misteriosa “artista del cioccolato” Vianne Rocher (Juliette Binoche ) rivoluziona le tranquille vite degli abitanti di un paesino guidato da un conte bigotto. 
Juliette – Vianne, bellissima e sensuale, guida la sua rivoluzione del cioccolato risvegliando sensi e velleità in ciascun abitante, preparando dolci e praline, di cui ti sembra di sentire il profumo in ogni scena.
La storia d’amore con lo zingaro del fiume, un Johnny Depp al naturale (come e’ sempre più difficile vederlo), una Judy Dench strepitosa come sempre, che legge l’Antologia di Spoon River al nipotino ritrovato.


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